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Truffa della triangolazione: come funziona e come evitarla

Truffa della triangolazione su Subito e Marketplace: le due varianti per chi compra e chi vende, i segnali prima di pagare e i pagamenti che proteggono.

Di Pubblicato: 13 min di letturaLeggi in inglese
Copertina: truffa della triangolazione, come funziona e come evitarla

Nella truffa della triangolazione un truffatore si mette in mezzo tra due persone che non sanno nulla l'una dell'altra. Ti vende l'oggetto di uno sconosciuto e ti fa pagare il vero venditore oppure, se sei tu a vendere, ti fa pagare da un terzo ignaro. Alla fine a qualcuno mancano soldi o merce, e il truffatore si tiene l'oggetto. Ti proteggi se chi ti scrive in chat, chi incassa e chi spedisce sono la stessa persona, e se paghi in contanti al ritiro o con un pagamento protetto.

Il trucco è insidioso perché tutto sembra vero. L'oggetto esiste, il denaro arriva e il nome sul conto corrisponde perfino all'IBAN. Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che permette ai venditori di rendere verificabili le loro foto, e per questo studiamo da vicino come i truffatori ingannano chi compra e vende online.

Qui trovi come funzionano le due varianti tra privati, i segnali da notare prima di pagare e cosa fare se è già successo. Una panoramica di tutti i trucchi più diffusi è nella guida alle truffe su Subito.

Cos'è la truffa della triangolazione: lo schema in breve

La truffa della triangolazione è uno schema a tre: un truffatore e due persone in buona fede. Con una si finge venditore, con l'altra acquirente. Il denaro passa tra le due persone oneste, che non si sono mai parlate, mentre l'oggetto finisce al truffatore. Chi subisce il danno dipende dalla variante e dal metodo di pagamento.

Il nome viene dal triangolo che si forma tra i tre ruoli, e online si parla anche di truffa triangolare. Non va confusa con la triangolazione IVA, un tipo di vendita del tutto lecito tra tre imprese. La tabella mostra chi paga chi nelle due varianti che si incontrano su Subito, su Facebook Marketplace e nei gruppi di compravendita.

VarianteChi paga chi?Chi spedisce o consegna?Chi perde di solito?
Paghi l'oggetto di uno sconosciutoTu paghi un vero venditore che non conosciIl vero venditore, al truffatoreTu, come acquirente
Ti paga un terzo ignaroUna terza persona paga te, che vendiTu, al truffatore o a un suo incaricatoTu, come venditore

Variante 1: paghi l'oggetto di uno sconosciuto

Il truffatore copia un annuncio vero o ripubblica un oggetto che un'altra persona sta vendendo. Nello stesso momento scrive al vero venditore come acquirente interessato e si accorda con lui sul prezzo. A te poi passa i dati di pagamento del vero venditore: il suo IBAN, il numero della sua Postepay o il suo indirizzo PayPal.

Tu paghi, e il denaro arriva al vero venditore. Dal suo punto di vista è tutto regolare, quindi spedisce l'oggetto all'indirizzo che gli ha dato il truffatore o lo consegna a un «cugino» che passa a ritirarlo. Aspetti invano. Quando riscrivi al finto venditore, il profilo è sparito o ti ha bloccato, e il vero venditore non ha mai sentito parlare di te.

Hai pagato una persona che ha davvero venduto e spedito qualcosa, e proprio per questo recuperare i soldi è difficile. Il conto non appartiene al truffatore, e il suo titolare ha mantenuto la parola. A nostro avviso questa forma di truffa triangolare su Subito o su Marketplace si scopre spesso solo dopo giorni, quando chiedi notizie del pacco e nessuno risponde più.

Una mano estrae un piccolo dispositivo da una scatola di spedizione piena di carta
Il pacco esiste davvero: lo spedisce il vero venditore, ma all'indirizzo che gli ha dato il truffatore.Foto: https://kaboompics.com/ / Pexels

Truffa triangolare per chi vende: i soldi arrivano, ma da un altro

La seconda variante colpisce chi vende. Un finto acquirente si interessa al tuo oggetto, per esempio uno smartphone, e ti chiede i dati per pagare. Intanto ripubblica il tuo oggetto come se fosse suo e lo vende a una terza persona, a cui gira i tuoi dati di pagamento. Quella persona ti paga, convinta di comprare dal truffatore.

Tu vedi arrivare il denaro, quindi spedisci l'oggetto all'indirizzo che ti indica il finto acquirente o lo consegni a chi passa a ritirarlo. Alla terza persona però non arriva nulla. Se ha pagato con PayPal «beni e servizi», apre una contestazione per oggetto non ricevuto. Tu resti senza oggetto e, molto probabilmente, anche senza soldi.

La Protezione vendite di PayPal qui serve a poco. Secondo il programma Protezione vendite PayPal devi spedire all'indirizzo riportato nella pagina «Dettagli transazioni», e in questa truffa quell'indirizzo è della terza persona, non del truffatore. Gli oggetti consegnati di persona sono esclusi, salvo che l'acquirente abbia pagato sul posto con un codice QR PayPal per beni e servizi. Sono esclusi anche i pagamenti personali, compresi quelli «amici e familiari».

Se il denaro arriva con un bonifico, il quadro cambia ma non migliora. Chi ha pagato vede il tuo nome tra i movimenti del conto e probabilmente si rivolgerà a te. Se tu debba restituirgli qualcosa è una questione legale che dipende dal caso concreto: parlane con la tua banca e, se serve, con un'associazione di consumatori o un avvocato.

Secondo noi lo schema funziona ovunque si paghi prima e si spedisca o si ritiri dopo, anche nella vendita di auto usate, dove le cifre sono molto più alte. Gli altri trucchi dei finti acquirenti sono nella guida alle truffe su Subito ai venditori.

Come riconoscere la truffa della triangolazione: 6 segnali

Riconoscere la truffa della triangolazione è difficile, perché mancano i soliti segnali d'allarme, come i link a finte pagine di pagamento. Cerca quindi le incongruenze tra tre ruoli: chi ti scrive, chi è intestatario del conto e chi spedisce o ritira l'oggetto.

  1. Il nome sul conto non corrisponde al profilo. Se in chat parli con Marco ma il conto è di Giulia, chiedi spiegazioni. «È il conto della mia ragazza» non basta quando tratti con uno sconosciuto.
  2. Il prezzo è molto sotto il mercato. Un affare troppo buono spinge a pagare in fretta, prima di fare domande.
  3. Il venditore vuole un bonifico istantaneo, una ricarica Postepay o PayPal «amici e familiari». Sono pagamenti difficili o impossibili da recuperare.
  4. Il venditore evita TuttoSubito. Chi rifiuta il pagamento protetto della piattaforma di solito ha un motivo.
  5. Da venditore: paga un altro o ritira un altro. Se il nome di chi paga o l'indirizzo di consegna non corrispondono all'acquirente, fermati.
  6. Tutto deve succedere subito. La fretta ti impedisce di fare domande o di cercare l'annuncio originale.

Non lasciarti rassicurare dalla verifica del beneficiario che la banca fa prima di un bonifico. Controlla solo che nome e IBAN corrispondano. Qui il truffatore ti dà il nome vero del vero venditore, quindi la verifica dà esito positivo. Non dice però se quella persona è la stessa con cui stai scrivendo.

Truffa triangolazione su Subito e PayPal: quali pagamenti proteggono

Il ritiro di persona con pagamento in contanti, dopo aver controllato l'oggetto, è la scelta più semplice. Denaro e oggetto passano di mano nello stesso momento, e per un intermediario non c'è spazio. Vale anche per chi vende: consegna l'oggetto solo a chi ti sta davanti e ti paga di persona. Poste Italiane, nella sua guida per difendersi dalle truffe, invita a diffidare dei venditori che chiedono pagamenti diversi da quelli offerti dal sito, come il bonifico istantaneo o la ricarica di una carta prepagata.

Per gli oggetti spediti su Subito c'è TuttoSubito. Secondo le condizioni del servizio TuttoSubito paghi con carta, Apple Pay o Google Pay, e l'importo resta in un deposito a garanzia finché la transazione non è completata. Non mandi quindi soldi a un IBAN che qualcuno ti scrive in chat. Le stesse condizioni escludono però dalla Protezione Acquisti truffe, phishing e altre attività illecite di terzi: sei protetto solo se paghi davvero dentro l'app.

Anche chi vende ne trae vantaggio. Con la spedizione gestita da Subito usi l'etichetta fornita dalla piattaforma, indirizzata all'acquirente che ha pagato. Secondo noi così il truffatore non può far pagare un terzo e farsi spedire l'oggetto altrove. Costi e tutele di ogni metodo sono confrontati nella guida su come pagare su Subito in sicurezza.

Fuori da Subito, per esempio su Facebook Marketplace, scegli PayPal «beni e servizi». Il programma Protezione acquisti PayPal esclude i pagamenti personali, compresi quelli «amici e familiari». Non copre nemmeno l'oggetto non ricevuto se lo ritiri di persona, a meno che tu non abbia pagato sul posto con il codice QR PayPal per beni e servizi, e sono esclusi i veicoli. Perché gli sconosciuti chiedono proprio «amici e familiari» lo spiega la guida sulla truffa PayPal amici e familiari.

C'è però un limite. Nella prima variante la protezione PayPal può restituirti i soldi, ma spesso a spese del venditore onesto che ha spedito al truffatore. La protezione sposta il danno su un'altra persona, non ferma la truffa. Il vero rimedio resta controllare che chi paghi sia la persona con cui parli.

Il bonifico istantaneo è il caso peggiore. Secondo la Banca d'Italia arriva sul conto del beneficiario in meno di dieci secondi ed è irrevocabile nel momento in cui lo disponi: dopo una truffa recuperare l'importo è molto difficile, se non impossibile. Dal 9 ottobre 2025 banche e altri intermediari devono verificare che nome e IBAN del beneficiario corrispondano, ma la Banca d'Italia avverte che il controllo può salvarti dagli errori, non sempre dalle frodi.

Foto e video: cosa dimostrano in una truffa triangolare

Nella truffa della triangolazione le foto dell'annuncio sono spesso quelle del vero venditore, perché il truffatore ha copiato il suo annuncio. Cerca quindi lo stesso oggetto sulla piattaforma. Se compare con le stesse foto sotto un altro nome, scrivi direttamente a quel venditore. Per trovare foto copiate anche fuori dalla piattaforma usa una ricerca inversa delle immagini.

Chiedere una foto in più con un foglio e la data di oggi qui aiuta poco. Il truffatore può chiedere proprio quella foto al vero venditore e girartela. Dice di più una videochiamata in cui l'altra persona mostra l'oggetto dal vivo, e più di tutto un incontro di persona.

Chi vende può proteggersi meglio documentando l'oggetto prima di spedirlo, ed è per questo tipo di documentazione che sviluppiamo TrustCamera. Scatti foto e video direttamente nell'app, non puoi caricare immagini dalla galleria, e ogni scatto riceve un codice di verifica. Chi ha il codice lo verifica gratis nel browser, senza account, e vede che il file non è stato modificato dallo scatto, con data, ora e posizione approssimativa. La versione per Android e iOS arriverà a breve, per ora non si può ancora installare.

Contano anche i limiti. Una prova del genere non mostra chi c'è dietro un profilo né chi ti ha pagato. Contro questa truffa ti protegge prima di tutto il metodo di pagamento, la foto viene dopo. Come documentare lo stato di un oggetto in vista di una contestazione lo spieghiamo nella guida sulle foto come prova.

Due mani sistemano carta da imballo in una scatola di spedizione bianca
Prima di spedire, documenta lo stato dell'oggetto e conserva la ricevuta di spedizione.Foto: https://kaboompics.com/ / Pexels

Truffa della triangolazione: cosa fare se è già successo

Hai pagato e non è arrivato nulla? Oppure hai spedito e ora ti scrive uno sconosciuto che reclama l'oggetto? Muoviti in fretta. Questi passi valgono in entrambe le varianti, e la guida truffa su Subito, cosa fare li approfondisce uno per uno:

  1. Conserva le prove: fai screenshot di annuncio, profilo, chat e pagamento prima che spariscano. Annota nome e IBAN, numero di carta o indirizzo PayPal del destinatario.
  2. Contatta banca, Poste o PayPal: chiedi se il pagamento si può bloccare o contestare. Con PayPal «beni e servizi» apri una contestazione nel Centro risoluzioni.
  3. Segnala il profilo: a Subito o a Facebook, così la piattaforma può bloccarlo prima della prossima vittima.
  4. Presenta denuncia-querela: in un commissariato della Polizia di Stato o in una stazione dei Carabinieri. In caso di emergenza chiama il 112.

Secondo l'art. 640 c.p. la truffa è in genere punibile a querela della persona offesa, salvo alcune aggravanti. Il termine per la querela è di tre mesi da quando hai avuto notizia del fatto (art. 124 c.p.). Il modulo di segnalazione della Polizia Postale serve a portare fatti sospetti all'attenzione della polizia, ma la pagina chiarisce che non vale come querela o denuncia.

Esiste anche una pre-denuncia online con SPID o CIE, da formalizzare entro 48 ore in un ufficio della Polizia di Stato. Secondo la Polizia di Stato, però, il servizio è attivo solo in fase di sperimentazione in alcune province, come Rieti e Frosinone.

Se sei il venditore e ti contatta la terza persona, resta calmo: anche lei è stata truffata. Non mandare mai denaro su un conto diverso da quello da cui è arrivato, e parla con la tua banca prima di restituire qualcosa. Presenta denuncia anche tu, perché i dati del truffatore, come il profilo e l'indirizzo di spedizione, servono a entrambi.

Domande frequenti sulla truffa della triangolazione

Cos'è la truffa della triangolazione in parole semplici?

Un truffatore si mette tra un acquirente e un venditore che non sospettano nulla. A uno vende un oggetto che non è suo, all'altro finge di comprarlo. Il pagamento passa tra queste due persone oneste, mentre l'oggetto va al truffatore. Alla fine una delle due resta senza soldi o senza merce.

Come funziona la truffa triangolare su Subito?

Di solito il truffatore copia un annuncio vero e ti dà l'IBAN, la Postepay o l'indirizzo PayPal del vero venditore. Tu paghi il vero venditore, che spedisce al truffatore o consegna l'oggetto a un suo «amico». Funziona anche al contrario: un finto acquirente fa pagare a un terzo il tuo oggetto e poi lo fa ritirare. Con TuttoSubito o con i contanti al ritiro lo schema non regge.

Chi ci rimette nella truffa della triangolazione?

Dipende dalla variante e dal pagamento. Se paghi l'oggetto di uno sconosciuto con un bonifico istantaneo, il danno di solito resta a te. Se hai pagato con PayPal «beni e servizi», il rimborso può ricadere sul venditore onesto che ha spedito al truffatore. Da venditore rischi di perdere l'oggetto e anche il denaro, se chi ti ha pagato ottiene il rimborso.

PayPal protegge dalla truffa della triangolazione?

Solo in parte. Da acquirente, «beni e servizi» può rimborsarti se l'oggetto non arriva, mentre «amici e familiari» è escluso dalla Protezione acquisti. Da venditore, la Protezione vendite vale in genere solo se spedisci all'indirizzo indicato nei dettagli della transazione. Gli oggetti consegnati a mano sono esclusi, salvo pagamento sul posto con il codice QR per beni e servizi.

La verifica del nome sul bonifico protegge da questa truffa?

Poco. La banca controlla che il nome che inserisci corrisponda all'IBAN, e qui corrisponde, perché il truffatore ti dà i dati veri del vero venditore. La verifica non sa con chi stai parlando in chat. Confronta tu il nome dell'intestatario con il profilo con cui tratti e chiedi spiegazioni se non coincidono.

Devo restituire i soldi a chi mi ha pagato per un oggetto mai ricevuto?

Dipende da come è avvenuto il pagamento e dai fatti del caso, quindi non c'è una risposta valida per tutti. Non mandare denaro di tua iniziativa, e mai su un conto diverso da quello di provenienza. Parla prima con la tua banca o con PayPal, presenta denuncia e, per la questione legale, rivolgiti a un'associazione di consumatori o a un avvocato.

Contro la truffa della triangolazione conta chi incassa e chi spedisce

La truffa della triangolazione funziona solo perché le due persone oneste non si parlano mai. Quando chi ti scrive, l'intestatario del conto e chi spedisce l'oggetto coincidono, il truffatore non ha più spazio. Contanti al ritiro, TuttoSubito o PayPal «beni e servizi» rendono le cose difficili a un intermediario, e un nome sul conto che non corrisponde al profilo deve sempre farti fermare.

Se è già successo, salva le prove, avvisa banca e piattaforma e presenta denuncia. E ricorda che dall'altra parte del triangolo, di solito, non c'è un complice ma una persona truffata nello stesso modo.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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