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Truffa PayPal amici e familiari: come evitarla e cosa fare
Truffa PayPal amici e familiari: perché questi pagamenti non hanno la Protezione acquisti, le frasi tipiche dei truffatori e cosa fare se hai già pagato.

La truffa PayPal amici e familiari è semplice: un venditore ti convince a pagare con l'opzione «Amici e familiari» e poi non spedisce nulla. La Protezione acquisti di PayPal non copre questi pagamenti, quindi di solito il denaro è perso. Quando compri da uno sconosciuto, paga con «Beni e servizi» o con il sistema di pagamento della piattaforma, e lascia perdere se il venditore non accetta.
Il trucco funziona perché la richiesta sembra ragionevole. Il venditore dice che così risparmia le commissioni, che spedisce prima o che «è sicuro uguale». Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che rende verificabili le foto degli annunci, e per questo seguiamo da vicino come nascono le truffe sui marketplace. Qui trovi cosa dicono le regole di PayPal, le frasi che devono metterti in allarme, quanto costa l'alternativa protetta, cosa rischia chi vende e cosa fare se hai già pagato.
Come funziona la truffa PayPal amici e familiari
La truffa PayPal amici e familiari sfrutta un tipo di pagamento pensato per chi si conosce, non per gli acquisti. Se paghi così uno sconosciuto, rinunci alla Protezione acquisti e non puoi aprire una contestazione se l'oggetto non arriva. Il venditore tiene il denaro e a te non resta nessuno strumento PayPal per riaverlo.
Lo schema si ripete quasi sempre uguale:
- L'annuncio: un oggetto richiesto, come una console, uno smartphone o dei biglietti per un concerto, spesso a un prezzo un po' più basso del solito.
- La chat: il venditore risponde in fretta, è gentile e magari concede un piccolo sconto.
- La richiesta: PayPal va benissimo, ma «mandali come amici e familiari».
- Il silenzio: dopo il pagamento non parte nulla. L'annuncio sparisce e il profilo viene cancellato o ti blocca.
Il Centro Europeo Consumatori Italia descrive proprio questo schema: venditori online disonesti pretendono il pagamento con la funzione «invia denaro ad amici e familiari» e poi spariscono. Il suo consiglio è di rifiutare categoricamente, anche quando la richiesta viene motivata con la comodità o la velocità.
Succede ovunque i privati trattino direttamente tra loro: su Subito, Facebook Marketplace, eBay tra privati o nei gruppi di compravendita. Il pagamento è di solito l'ultimo passo della truffa, non il primo. Gli altri segnali da notare già nell'annuncio e in chat sono nella nostra guida alle truffe su Subito, che vale anche per bonifici istantanei e ricariche Postepay.
Perché i pagamenti amici e familiari non sono protetti
Il programma Protezione acquisti PayPal può rimborsarti se un oggetto non arriva o è notevolmente non conforme alla descrizione. Per un oggetto non ricevuto, la contestazione va aperta entro 180 giorni dalla data del pagamento. Nella stessa pagina PayPal elenca le transazioni escluse, e tra queste ci sono senza giri di parole i «pagamenti personali, inclusi i pagamenti inviati tramite la funzionalità amici e familiari di PayPal».
C'è un'altra esclusione da conoscere. Se ritiri l'oggetto di persona, un reclamo per oggetto non ricevuto non è coperto, a meno che tu non abbia pagato sul posto con il codice QR di PayPal per beni e servizi.
La logica è semplice. Tra amici che dividono il conto della pizzeria nessuno ha bisogno di un arbitro. Con uno sconosciuto quella fiducia manca, e la Protezione acquisti esiste proprio per questo. Chi ti chiede di rinunciarci raramente ha un buon motivo.
Controlla quindi il tipo di pagamento selezionato prima di ogni invio, anche se hai ricevuto solo un indirizzo email o un link di pagamento. Se compare «Amici e familiari» e stai comprando qualcosa, fermati e chiedi spiegazioni.
Le frasi dei truffatori: i segnali d'allarme in chat
PayPal stesso lo scrive chiaramente. Nella sua pagina sulle truffe più comuni, consiglia di scegliere «Beni e servizi» quando compri da una persona che non conosci, per esempio su un marketplace online. Per l'acquirente questa opzione non ha costi. Se il venditore cerca di convincerti a usare «Amici e familiari», PayPal lo chiama un campanello d'allarme che indica una truffa, e avverte che potresti non recuperare il denaro.
Nella truffa PayPal amici e familiari le scuse cambiano, ma lo scopo resta lo stesso. Considera queste frasi come segnali d'allarme:
- «Mandali come amici e familiari, così non pago commissioni.» Per te che compri, «Beni e servizi» è gratuito. La commissione la paga il venditore, e si può dividere in modo equo (vedi sotto).
- «È sicuro uguale.» Non lo è. Manca proprio l'unico strumento che potrebbe restituirti il denaro.
- «Il mio conto è limitato, posso ricevere solo così.» Allora PayPal non è il modo giusto per pagare questo venditore.
- «Se paghi entro dieci minuti spedisco oggi.» La fretta serve a non farti pensare né fare domande.
- «Hai visto le mie recensioni.» Le valutazioni aiutano solo fino a un certo punto, perché gli account vengono rubati e le recensioni si possono falsificare.
I segnali di un account rubato o creato apposta li trovi nella guida su come riconoscere un profilo falso. Secondo noi, la richiesta di «amici e familiari» da parte di uno sconosciuto basta per chiudere la trattativa, anche se annuncio, foto e chat sembrano del tutto normali. Un venditore onesto accetta un pagamento protetto o i contanti alla consegna.

PayPal amici e familiari o beni e servizi: quanto costa la protezione
La protezione la paga chi vende, non chi compra. Secondo le tariffe PayPal per i commercianti in Italia (ultimo aggiornamento 7 settembre 2026), chi riceve un pagamento per una transazione commerciale nazionale paga il 3,40% più una tariffa fissa di 0,35 euro. Su un oggetto da 100 euro sono 3,75 euro, su uno da 300 euro sono 10,55 euro. Per i pagamenti di persona con codice QR da 10,01 euro in su la tariffa scende allo 0,50% più la quota fissa: 0,85 euro su 100 euro.
La commissione quindi esiste, ma è piccola ed è a carico del venditore. A nostro avviso la soluzione equa è facile: offriti di pagarla tu o di dividerla, per esempio aggiungendo 4 euro a un prezzo di 100 euro. Un venditore ragionevole di solito accetta. Se insiste comunque su «amici e familiari», probabilmente la commissione non era mai stata il vero motivo.
Molti marketplace hanno anche un proprio pagamento protetto. Per gli oggetti spediti, Subito offre TuttoSubito: quale metodo conviene per spedizione e ritiro lo confrontiamo nella guida su come pagare su Subito in sicurezza. Vinted accetta pagamenti solo all'interno della piattaforma, e gli altri trucchi da conoscere sono nella guida alle truffe su Vinted. Su Facebook Marketplace, invece, per gli oggetti spediti resta di solito PayPal «Beni e servizi».
Per il ritiro di persona, paga sul posto e solo dopo aver controllato l'oggetto. Come detto sopra, senza codice QR la Protezione acquisti non copre i reclami per oggetto non ricevuto se ritiri tu. I contanti alla consegna, faccia a faccia, restano la soluzione più semplice.

PayPal amici e familiari è sicuro per chi vende?
Sulla carta, per chi vende «amici e familiari» sembra comodo: nessuna commissione e nessun reclamo per oggetto non ricevuto. Le Condizioni d'uso di PayPal però inseriscono tra le attività non consentite «richiedere o inviare un pagamento a titolo di transazione personale per eseguire una transazione commerciale». Vendere un oggetto è una transazione commerciale. Le stesse condizioni prevedono anche lo storno dei pagamenti ricevuti, per esempio se il pagante li contesta tramite la propria banca o se non erano autorizzati. In quel caso devi restituire a PayPal l'intero importo.
Con «Beni e servizi», invece, la Protezione vendite PayPal può tutelarti da reclami per transazione non autorizzata e per oggetto non ricevuto. Tra i requisiti c'è la spedizione all'indirizzo riportato nella pagina «Dettagli transazioni». Esclude espressamente i pagamenti personali tramite «amici e familiari» e gli oggetti consegnati di persona, salvo il pagamento con codice QR per beni e servizi. Se qualcuno ti paga da un conto PayPal rubato e il vero titolare segnala il pagamento, rischi di perdere sia l'oggetto sia il denaro.
Anche chi vende ha le sue truffe dedicate, dai finti avvisi di pagamento via email ai link per «incassare» che rubano i dati della carta. Come riconoscerle lo spiega la guida alle truffe su Subito ai venditori. La regola pratica è semplice. Se spedisci, accetta «Beni e servizi» e calcola la commissione nel prezzo. Quando l'acquirente ritira di persona, i contanti alla consegna sono il metodo più lineare.
Prima di pagare: controlla annuncio, foto e venditore
Il metodo di pagamento ti protegge dalla truffa PayPal amici e familiari più di qualsiasi controllo. Prima ancora di trattare, però, uno sguardo in più conviene. Gli annunci truffa usano spesso foto prese da altri annunci o da negozi online. Una ricerca inversa delle immagini con Google Lens o TinEye mostra in pochi minuti se la stessa immagine compare altrove. Gli altri metodi sono nella guida su come capire se una foto è vera.
Per anni la prova classica era chiedere una foto dell'oggetto accanto a un foglio con il tuo nome e la data di oggi. Oggi dice poco, perché i generatori di immagini con IA sanno scrivere testo leggibile. Molto più utile è una breve videochiamata in cui il venditore gira l'oggetto dal vivo e lo accende. Meglio ancora vederlo di persona e pagare alla consegna.
Se sei tu a vendere, puoi rendere questo controllo più facile a chi compra. Per questo sviluppiamo TrustCamera, come spieghiamo nella pagina su come funziona. Scatti foto e video direttamente nell'app, non si possono caricare immagini dalla galleria, e ogni scatto riceve un codice di verifica. Lo mandi all'interessato, che lo verifica su app.trustcamera.com gratis e senza account. Vede che il file non è stato modificato dallo scatto, quando è stato fatto e più o meno dove. La nostra app per Android e iOS uscirà presto.
Contano anche i limiti. Una prova del genere non mostra se la scena è stata messa in posa e non dice nulla sul fatto che il venditore spedirà davvero. Non sostituisce quindi un pagamento protetto. Contro la truffa PayPal amici e familiari funziona una sola regola: agli sconosciuti non si paga mai come «amici e familiari».
Truffa PayPal amici e familiari: cosa fare se hai già pagato
Se sei già caduto nella truffa, muoviti subito. Nessuno può prometterti un rimborso, perché la Protezione acquisti non si applica. Questi passi ti danno comunque le migliori possibilità e limitano i danni:
- Controlla lo stato del pagamento: se nella Cronologia risulta ancora «Non riscosso», secondo il centro assistenza PayPal puoi annullarlo. Se è «completato», PayPal suggerisce di chiedere un rimborso al destinatario. Per i pagamenti a familiari e amici non puoi segnalare un problema.
- Avvisa PayPal comunque: racconta la truffa all'assistenza clienti con data, importo, codice della transazione e destinatario, così PayPal viene a sapere di quel conto.
- Conserva le prove: fai screenshot di annuncio, chat, profilo del venditore e dettagli del pagamento, prima che spariscano.
- Presenta denuncia-querela: in un commissariato della Polizia di Stato o in una stazione dei Carabinieri, portando le prove.
- Segnala il profilo: a Subito, Facebook o alla piattaforma su cui hai trovato l'annuncio, così altri non cadono nello stesso tranello.
La truffa (art. 640 c.p.) è di regola punibile a querela della persona offesa. Per l'art. 124 c.p. la querela va presentata entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto, quindi non aspettare. Il modulo di segnalazione online della Polizia Postale serve a segnalare siti e contenuti sospetti, ma non sostituisce la denuncia.
Interrompi ogni contatto con il venditore e non mandare altro denaro, nemmeno per presunte «spese di sblocco» di un rimborso. Tutti i passi, compresa la segnalazione dell'annuncio, sono nella guida truffa su Subito, cosa fare.
Perché lo storno dalla banca risolve di rado il problema
Dopo una truffa PayPal amici e familiari qualcuno prova a riprendersi il denaro dalla banca, contestando l'addebito diretto SEPA o l'addebito sulla carta con cui è stato finanziato il pagamento. Le Condizioni d'uso di PayPal citate sopra confermano che puoi chiedere alla tua banca il rimborso di un addebito diretto SEPA fino a otto settimane dopo il pagamento. Prima di farlo, però, parla con PayPal e con la banca.
PayPal ha già pagato il destinatario, e spesso il truffatore ha già spostato il denaro altrove. Lo storno colpisce prima di tutto PayPal, che secondo le stesse condizioni può ripresentare la richiesta di addebito. Se sul tuo conto risulta un importo dovuto a PayPal, per qualsiasi motivo, PayPal può compensarlo con i soldi che ricevi o che provi a trasferire.
Secondo noi così sposti la lite dal truffatore a PayPal. Se il pagamento era finanziato con una carta, chiedi comunque alla banca che l'ha emessa se è possibile un chargeback: decide la banca, non PayPal, e nessuno può garantirti il rimborso. Spiega esattamente cosa è successo, compreso il fatto che il pagamento è passato da PayPal. Per dubbi sui tuoi diritti puoi rivolgerti a un'associazione dei consumatori o a un avvocato. Se la banca respinge un tuo reclamo, puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
Domande frequenti sulla truffa PayPal amici e familiari
PayPal amici e familiari è sicuro?
È sicuro per lo scopo per cui esiste: mandare denaro a persone che conosci e di cui ti fidi, per esempio per dividere una spesa o fare un regalo. Non è sicuro per comprare da sconosciuti, perché la Protezione acquisti PayPal esclude i pagamenti personali. Se l'oggetto non arriva, non hai alcuna contestazione PayPal a cui appoggiarti.
Come si annulla un pagamento amici e familiari?
Solo finché il pagamento risulta «Non riscosso»: in quel caso lo trovi nella Cronologia e clicchi Annulla. Una volta completato, non puoi più annullarlo né segnalare un problema a PayPal. Ti resta solo chiedere il rimborso al destinatario, che in una truffa difficilmente risponderà. Per questo il controllo va fatto prima di premere invia.
Posso avere un rimborso se sono stato truffato?
Di solito il denaro è perso. Per un pagamento personale non puoi aprire una contestazione con la Protezione acquisti, e PayPal suggerisce solo di chiedere il rimborso al destinatario. Avvisa comunque PayPal e la banca, conserva le prove e presenta denuncia-querela. Se il pagamento era finanziato con carta di credito, chiedi alla banca se è possibile un chargeback, senza contarci troppo.
Quanto costa pagare con beni e servizi?
Per chi compra non costa nulla, se non c'è conversione di valuta. Chi vende paga una commissione percentuale più una quota fissa di 0,35 euro, che secondo le tariffe PayPal per l'Italia arriva a 3,75 euro su una vendita da 100 euro. Offrirsi di dividerla è un modo corretto per chiudere la questione delle commissioni senza rinunciare alla protezione.
Perché i truffatori vogliono evitare beni e servizi?
Perché la truffa funziona solo se tu non puoi riavere il denaro tramite PayPal. Per i pagamenti personali non c'è Protezione acquisti né una procedura di contestazione. Le scuse cambiano: risparmiare commissioni, spedire prima, un conto che sarebbe limitato. PayPal stesso considera l'insistenza di un venditore su questa modalità un campanello d'allarme che indica una truffa.
Un venditore può pretendere un pagamento personale?
Non secondo le regole di PayPal. Le Condizioni d'uso vietano di richiedere o inviare un pagamento personale per una transazione commerciale, come la vendita di un oggetto. Un venditore che insiste viola le condizioni di PayPal e ti chiede di rinunciare alla tua protezione. Già questo basta per chiudere la trattativa e cercare l'oggetto altrove.
Devo denunciare anche una piccola truffa?
Sì, conviene. La truffa è di regola punibile a querela della persona offesa, e la querela va presentata entro tre mesi da quando hai scoperto il fatto. Puoi farlo in un commissariato della Polizia di Stato o in una stazione dei Carabinieri. Porta gli screenshot di annuncio, chat e profilo, insieme al codice della transazione PayPal.
Amici e familiari è per chi conosci, non per gli sconosciuti
La truffa PayPal amici e familiari funziona solo se stai al gioco. Finché paghi gli sconosciuti con «Beni e servizi», con il sistema della piattaforma o in contanti al ritiro, il trucco non porta da nessuna parte. La commissione la paga il venditore, e chi non vuole sostenerla può dividerla con te. Se qualcuno insiste comunque su «amici e familiari», è il segnale per andartene.
Se hai già pagato, conserva le prove, presenta denuncia-querela e preparati all'idea che il denaro possa essere perso. Non stornare l'addebito di tua iniziativa: parla prima con PayPal e con la banca. E al prossimo acquisto ricorda che la protezione, a te che compri, non costa nulla: usala.
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