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Come segnalare un sito truffa e cosa fare se hai pagato

Come segnalare un sito truffa dopo aver pagato: chi chiamare per primo, quali prove salvare, dove sporgere denuncia e come avvisare gli altri acquirenti.

Di Pubblicato: 17 min di letturaLeggi in inglese
Copertina: come segnalare un sito truffa e cosa fare se hai già pagato

Per segnalare un sito truffa dopo aver pagato, chiama prima la banca, Poste Italiane o PayPal e chiedi se il pagamento si può bloccare o recuperare. Poi salva gli screenshot del sito, la conferma d'ordine e la ricevuta di pagamento e presenta denuncia-querela alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Infine segnala il sito alla Polizia Postale, all'AGCM, a Google e al registrar del dominio, così il negozio falso trova meno vittime.

Se riavrai i soldi dipende soprattutto da come hai pagato. Con la carta puoi chiedere un chargeback e con PayPal «beni e servizi» c'è una procedura di contestazione, mentre bonifico istantaneo e ricarica Postepay sono molto più difficili da recuperare. I negozi falsi sembrano spesso curati: cascarci non vuol dire essere ingenui. Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che rende le foto verificabili da chiunque, per questo seguiamo da vicino le truffe online. Qui trovi le indicazioni di Banca d'Italia, Polizia Postale, AGCM, PayPal e Google, aggiornate a ottobre 2026.

Come segnalare un sito truffa: i passi in sintesi

Dopo un acquisto su un sito falso conta l'ordine delle cose. Prima metti al sicuro i soldi, perché chargeback e blocchi dei pagamenti dipendono dalla velocità. Poi salva le prove finché il sito è ancora online. Solo dopo presenti denuncia e segnali il negozio a Polizia Postale, AGCM, Google e registrar, così meno persone ci cascano.

  1. Non pagare altro: nessun supplemento, dazio o spesa di spedizione, qualunque motivo ti diano.
  2. Chiama la banca, Poste o PayPal: spiega che hai pagato un sito truffa e chiedi un blocco, un rimborso o un chargeback.
  3. Salva le prove: screenshot del sito, conferma d'ordine, email e ricevuta di pagamento.
  4. Presenta denuncia-querela: in un ufficio della Polizia di Stato o in una stazione dei Carabinieri.
  5. Segnala il sito: alla Polizia Postale, all'AGCM, a Google e al registrar del dominio.
  6. Proteggi i tuoi dati: blocca la carta e cambia le password se le hai inserite sul sito.

I passi 1 e 2 sono i più urgenti. Gli altri falli possibilmente nello stesso giorno, prima che il sito sparisca. Se non sei ancora sicuro che il negozio sia falso, o vuoi riconoscere il prossimo prima di ordinare, leggi la guida su come capire se un sito è affidabile.

Prima di tutto: chiama la banca, Poste o PayPal

Quando il pacco non arriva, il negozio non risponde più o il sito sparisce, non mandare nemmeno un euro in più. La Banca d'Italia indica come primo passo avvertire subito il proprio istituto, così che possa attivare le contromisure. La stessa pagina indica la Polizia Postale come canale per denunciare il reato. Chiedere costa poco, anche quando le possibilità sono basse.

Usa il numero sul retro della carta o quello nell'app ufficiale della banca, mai un numero arrivato in un'email del negozio. Tieni pronti data, importo, nome del beneficiario come compare nell'estratto conto e numero d'ordine, più l'IBAN se hai fatto un bonifico. Di' chiaramente che hai pagato un sito fraudolento. Dopo la telefonata annota quando hai chiamato, con chi hai parlato e che cosa ti hanno detto che faranno.

Se la risposta non ti soddisfa, puoi presentare un reclamo scritto. Quando riguarda i servizi di pagamento, la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. Se il reclamo viene respinto, la Banca d'Italia indica due strade: un esposto tramite la sua piattaforma di servizi online oppure un ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), possibile solo dopo il reclamo.

Salva ogni email e chat con il negozio prima di bloccarlo o cancellare qualcosa. Non serve discutere con il venditore. Basta un messaggio breve che chiede la consegna o il rimborso entro una data precisa: ti lascia una traccia scritta per la contestazione. Non aprire i link che il negozio ti manda adesso.

Sito truffa, cosa fare per riavere i soldi: dipende da come hai pagato

Le tue possibilità dipendono quasi solo dal metodo di pagamento. Come regola pratica, più un intermediario sta tra te e il negozio, più è probabile riavere il denaro. C'è però un punto che molti non conoscono: secondo la Banca d'Italia, se un bene non arriva non puoi contestare il pagamento alla banca per questo motivo. La banca risponde solo della corretta esecuzione di un pagamento che hai autorizzato, quindi servono altre strade.

Carta di credito, di debito o prepagata: chiedi il chargeback

Chi paga con carta ha una tutela in più, il chargeback (riaddebito). Nelle sue domande e risposte sui pagamenti online la Banca d'Italia spiega che permette di ottenere il rimborso anche quando il pagamento è stato eseguito correttamente. Vale per prodotti non consegnati, scadenti, contraffatti o difettosi. Il chargeback non è previsto dalle norme sui pagamenti, ma da accordi contrattuali tra banche, venditori e circuito della carta.

Proprio per questo condizioni e tempi cambiano caso per caso. Di solito il termine per avviare la contestazione non supera i 120 giorni dall'addebito, quindi non aspettare. Chiedi all'emittente quali documenti servono e tieni pronti conferma d'ordine, messaggi al venditore e copia della denuncia. Se il chargeback è previsto dal contratto con la tua banca e qualcosa va storto, puoi rivolgerti anche all'ABF: costa 20 euro e non serve un avvocato.

PayPal: conta se hai pagato per «beni e servizi»

Se hai pagato con PayPal per beni e servizi, apri una contestazione nel Centro risoluzioni. Secondo il regolamento della Protezione acquisti PayPal, per un oggetto non ricevuto hai 180 giorni dalla data del pagamento. Se tu e il venditore non trovate un accordo, trasforma la contestazione in reclamo entro 20 giorni dall'apertura, altrimenti PayPal la chiude automaticamente. Durante il reclamo PayPal può chiederti ricevute, verbali di polizia o altri documenti.

Se su PayPal hai pagato con una carta, scegli una sola strada. Secondo il regolamento, se per lo stesso pagamento apri una contestazione sia con PayPal sia con l'emittente della carta, PayPal chiude la sua. E dopo una contestazione con la banca non puoi più aprirne una su PayPal.

Non sono coperti i pagamenti personali, inclusi quelli inviati con la funzione «amici e familiari». Se un negozio online ti ha chiesto di pagare così, segnala comunque la transazione a PayPal e presenta denuncia. Perché i truffatori insistono su questa opzione lo spiega la guida sulla truffa PayPal «amici e familiari».

Bonifico e bonifico istantaneo

Dopo un bonifico ti resta soprattutto la telefonata alla banca. Con un bonifico ordinario chiedi subito se si può ancora fare qualcosa, sapendo che nessuno può promettertelo. Il bonifico istantaneo, spiega la Banca d'Italia, è per sua natura immediato e irrevocabile nel momento in cui viene disposto. Chiama comunque, chiedi un numero di pratica e riporta nella denuncia l'IBAN e l'intestatario del conto su cui hai pagato.

Ricarica Postepay, criptovalute e carte regalo

Una ricarica Postepay passa in fretta nelle mani del truffatore, e a nostro avviso recuperarla è molto difficile. Avvisa comunque Poste Italiane dall'app o dal servizio clienti. Nella sua guida contro le truffe, Poste invita a diffidare dei venditori online che chiedono pagamenti diversi da quelli previsti dal sito, come bonifico istantaneo o ricarica di una prepagata. Con criptovalute e carte regalo contatta subito la piattaforma o l'emittente, ma considera il denaro quasi sempre perso.

Mani su un portatile, una tiene una carta bancaria dorata, accanto c'è uno smartphone
Carta, conto o PayPal: il modo in cui hai pagato decide chi chiamare per primo.Foto: Mikhail Nilov / Pexels

Salva le prove prima che il sito truffa sparisca

Banca, PayPal, polizia e AGCM ti chiederanno più o meno gli stessi dati, e un sito falso può andare offline in qualsiasi momento. Salva tutto adesso e conserva una copia fuori dal telefono, per esempio in un'email a te stesso. Fai screenshot in cui si vede l'indirizzo completo del sito.

  • Il sito: l'indirizzo web completo e gli screenshot di pagina prodotto, carrello, contatti, note legali e condizioni di reso.
  • L'ordine: conferma d'ordine, numero d'ordine e tutte le email del negozio, con l'indirizzo del mittente.
  • Il pagamento: estratto conto o ricevuta con importo, data, beneficiario e IBAN, oppure l'ID della transazione PayPal.
  • Gli altri contatti: chat, numeri di telefono, messaggi WhatsApp o SMS del presunto servizio clienti.
  • La consegna: codice di tracciamento, pacco e contenuto, se è arrivato qualcosa di scadente o falso.

Scrivi anche una breve cronologia: quando hai ordinato e pagato, quando doveva arrivare la merce e quando hai sentito il negozio l'ultima volta. Così rispondi in fretta e senza buchi alle domande di banca e polizia. Le foto del prodotto pubblicate sul sito vale la pena salvarle a parte, perché spesso sono copiate da altri negozi.

Se al posto dell'articolo è arrivato un falso, conserva pacco ed etichetta e fotografa tutto mentre apri. Come riconoscerlo lo spiega la guida su come capire se un prodotto è originale.

Denuncia per truffa su un acquisto online: dove ed entro quando

La denuncia si presenta in un commissariato o in un altro ufficio della Polizia di Stato, compresi quelli della Polizia Postale, oppure in una stazione dei Carabinieri. La truffa è regolata dall'art. 640 c.p. ed è in genere punibile a querela della persona offesa. Dal 2024 l'articolo prevede una pena più alta se il fatto è commesso a distanza con strumenti informatici o telematici che ostacolano l'identificazione. Anche in quel caso, salvo altre aggravanti, resta punibile a querela.

Per questo conta il termine. Secondo l'art. 124 c.p. il diritto di querela si esercita entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto. Nel caso di un acquisto online di solito è il momento in cui capisci che il negozio è sparito. Non aspettare l'ultimo giorno, anche perché per bloccare un pagamento contano le ore.

Porta un documento d'identità e le prove, stampate o sul telefono. Racconta i fatti nell'ordine della cronologia e indica l'indirizzo del sito, il numero d'ordine, tutte le email e i numeri di telefono, l'IBAN o la carta su cui hai pagato. Conserva la copia della denuncia che ti consegnano, perché banca e PayPal possono chiederla.

Esiste anche una pre-denuncia online con SPID o CIE, da formalizzare entro 48 ore in un ufficio della Polizia di Stato. Secondo la Polizia di Stato, però, il servizio è attivo solo in sperimentazione in alcune sedi del Lazio, tra cui le questure di Rieti e Frosinone. Nel resto d'Italia, quindi, la denuncia si presenta di persona.

Denunciare conviene anche per piccole cifre. A nostro avviso un sito falso raramente colpisce una sola persona, e più denunce sullo stesso negozio possono aiutare a collegare i casi. Nessuno può prometterti che il colpevole venga trovato o che i soldi tornino. Per le questioni civili rivolgiti a un'associazione di consumatori o a un avvocato.

Una persona scrive a matita su un quaderno e tiene in mano uno smartphone, accanto a una tastiera e a una tazza
Una cronologia con ordine, pagamento e ultimo contatto rende più veloce ogni denuncia e segnalazione.Foto: Cup of Couple / Pexels

Segnalare un sito truffa alla Polizia Postale e all'AGCM

La denuncia riguarda il tuo caso, la segnalazione serve a fermare il sito. Il modulo Segnalazioni della Polizia Postale permette di portare all'attenzione della polizia fatti presumibilmente illegali, così che possa verificarli. La pagina chiarisce però che con questo modulo non si presentano denunce o querele. Non sostituisce nemmeno il pronto intervento: per le urgenze ci sono il 112 e il 113.

Puoi segnalare un sito truffa anche all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), che vigila sulle pratiche commerciali scorrette. Con il servizio Segnala on line non servono formalità, pagamenti o un avvocato. L'AGCM chiede di descrivere i fatti nel modo più preciso possibile e di allegare, se li hai, documenti o messaggi. Non aspettarti una risposta: dopo la segnalazione gli uffici ricontattano chi segnala solo se avviano un'istruttoria.

Se il negozio ha una sede reale in un altro Paese UE, il Centro Europeo Consumatori (ECC-Net Italia) offre consulenza e assistenza gratuite per i problemi con aziende di altri Stati membri. Con un sito anonimo che sparisce serve soprattutto quando dietro c'è un'azienda identificabile. Se il link al negozio ti è arrivato da un'inserzione su Instagram, Facebook o TikTok, segnala anche l'inserzione dal suo menu, così la piattaforma può controllarla.

Come segnalare un sito a Google e al registrar del dominio

La denuncia serve a perseguire chi sta dietro il negozio; la segnalazione tecnica serve a tenere lontano il prossimo acquirente. Google Navigazione sicura è il servizio che Chrome e altri browser usano per mostrare un avviso prima che qualcuno apra un sito pericoloso. Le segnalazioni arrivano a Google tramite il modulo di Navigazione sicura. Un negozio che copia un marchio vero o raccoglie numeri di carta per merce che non spedisce rientra tra i siti da segnalare. Decide comunque Google se inserirlo nella sua lista.

Il registrar è la società che ha venduto al sito il suo nome a dominio. Per i domini .com, .shop e le altre estensioni generiche, ICANN chiede ai registrar accreditati di mantenere un contatto per le segnalazioni di abuso e di pubblicarne l'indirizzo email sul proprio sito. Devono anche prendere misure ragionevoli e tempestive per verificare le segnalazioni. Il registrar di un dominio generico lo trovi con lo strumento ICANN Lookup.

I domini .it seguono invece le regole del Registro .it, gestito dall'Istituto di Informatica e Telematica del CNR. Il suo WHOIS mostra il registrar del dominio e il relativo sito web, dove cercare il contatto per gli abusi. Manda al registrar l'indirizzo completo del negozio, una breve descrizione, qualche screenshot e, se ce l'hai, il riferimento della denuncia. Sospendere il dominio o no lo decide il registrar.

Se hai inserito i dati della carta o una password sul sito

Alcuni siti falsi puntano più ai tuoi dati che al tuo ordine. Se hai digitato il numero della carta, chiedi alla banca di bloccarla e di emetterne una nuova, poi controlla ogni addebito nelle settimane successive. Un pagamento che non hai autorizzato va contestato subito e al massimo entro 13 mesi dall'addebito, spiega la Banca d'Italia. Dopo la contestazione puoi ottenere il rimborso da chi gestisce la carta.

Se hai creato un account sul negozio con una password che usi anche altrove, cambiala ovunque e attiva la verifica in due passaggi dove puoi. Non comunicare a nessuno i codici OTP che ricevi via SMS. Poste Italiane ricorda di non fornire mai numero di carta, PIN, CVV e codici OTP, nemmeno a chi sembra un operatore.

Se il sito ti ha chiesto la foto di un documento d'identità, scrivilo nella denuncia. Poste Italiane avverte che i documenti inviati a sconosciuti possono essere usati a tua insaputa per aprire conti bancari a tuo nome. Quando più avanti compaiono contratti o richieste di pagamento a tuo nome, potrai rimandare a quella denuncia.

Attenzione ai falsi aiuti per recuperare i soldi

Chi ha appena perso soldi con un sito truffa è il bersaglio ideale per la seconda truffa. Poste Italiane invita a non fidarsi di fantomatiche società di recupero crediti o avvocati che promettono di risolvere il problema. Raccomanda anche di non versare altro denaro per sbloccare i rimborsi. Il consiglio compare tra quelli sulle truffe degli investimenti, ma secondo noi lo schema è identico: prima un anticipo, poi spariscono.

Queste offerte arrivano via email, SMS, social o telefono, a volte con loghi di enti pubblici o a nome del negozio stesso, che promette rimborsi ai clienti scontenti. Anche finti operatori della banca o di PayPal possono proporti un rimborso in cambio di una commissione o dei dati della carta. Verifica sempre contattando tu il servizio, dall'app o dal sito ufficiale che apri da solo.

Ricorda come funzionano i canali veri. La segnalazione alla Polizia Postale non è una denuncia e non apre una pratica di rimborso. Gli uffici dell'AGCM, poi, ricontattano chi segnala solo se avviano un'istruttoria. Chi ti chiama dicendo di avere in mano la tua pratica e ti chiede soldi per chiuderla è un truffatore.

Prima del prossimo acquisto: controlla il negozio e paga con una tutela

L'abitudine che protegge di più è pagare con carta o con PayPal per beni e servizi, per le tutele descritte sopra. Se alla cassa un negozio sconosciuto accetta all'improvviso solo bonifico istantaneo, ricarica Postepay o criptovalute, lascia perdere. Vale lo stesso per un venditore privato che vuole spostare il pagamento fuori dalla piattaforma. Quali metodi proteggono davvero tra privati lo spiega la guida su come pagare su Subito.

Recensioni e bollini sulle pagine del negozio dimostrano poco, perché chiunque può incollarli. Come si riconoscono quelle comprate o inventate lo spiega la guida sulle recensioni false. Anche le foto dei prodotti possono essere copiate da un altro shop o dal sito del produttore: lo scopri con una ricerca inversa per immagini. Una pagina social del negozio appena creata, con pochi post e commenti tutti uguali, merita sospetto, e i segnali di un profilo falso valgono anche qui.

Prima di ordinare da un negozio che non conosci, prenditi due minuti per controllare indirizzo web, partita IVA, contatti e prezzi rispetto ad altri negozi. La guida su come riconoscere un sito affidabile prima di pagare raccoglie tutti i segnali d'allarme in una tabella. Un prezzo molto più basso di quello di tutti gli altri rivenditori resta uno dei segnali più chiari.

Domande frequenti su come segnalare un sito truffa

Si può segnalare un sito truffa anche senza aver perso soldi?

Sì. Puoi usare il modulo Segnalazioni della Polizia Postale, il servizio Segnala on line dell'AGCM e il modulo di Google Navigazione sicura senza aver pagato nulla. Anche il contatto per gli abusi del registrar del dominio accetta segnalazioni. Ogni segnalazione aiuta a portare il sito davanti a chi può verificarlo, avvisare altri utenti o bloccarlo.

Come si denuncia una truffa su un acquisto online?

Presenta denuncia-querela in un ufficio della Polizia di Stato, compresa la Polizia Postale, o in una stazione dei Carabinieri. Porta un documento e le prove: indirizzo del sito, conferma d'ordine, email, ricevuta di pagamento con IBAN o carta del beneficiario. Il termine per la querela è di tre mesi da quando hai scoperto la truffa. La pre-denuncia online è attiva solo in alcune sedi sperimentali.

Si possono recuperare i soldi pagati a un sito truffa?

A volte sì, dipende da come hai pagato. Con la carta puoi chiedere un chargeback all'emittente, di solito entro un termine che non supera i 120 giorni dall'addebito. PayPal «beni e servizi» ti lascia 180 giorni per aprire una contestazione. Dopo un bonifico istantaneo, una ricarica Postepay, criptovalute o un pagamento «amici e familiari» recuperare il denaro è molto più difficile.

Come si segnala un sito truffa a Google?

Usa il modulo di segnalazione di Google Navigazione sicura e inserisci l'indirizzo completo del sito. Navigazione sicura è il servizio con cui Chrome e altri browser mostrano un avviso prima che qualcuno apra una pagina pericolosa. Google decide da sé se inserire il sito nella sua lista, quindi segnalalo anche alla Polizia Postale e al registrar.

Cosa succede dopo la segnalazione alla Polizia Postale o all'AGCM?

La segnalazione alla Polizia Postale serve a far verificare fatti presumibilmente illegali, ma non è una denuncia e non sostituisce la querela. L'AGCM usa le segnalazioni per accertare pratiche commerciali scorrette e ricontatta chi segnala solo se avvia un'istruttoria. Per i tuoi soldi devi quindi rivolgerti alla banca o a PayPal, e per il reato alla polizia o ai Carabinieri.

Ho ordinato su un sito truffa ma non mi hanno ancora addebitato nulla: cosa faccio?

Chiama comunque la banca o l'emittente della carta, spiega che il negozio è fraudolento e chiedi se un addebito in sospeso si può fermare. Se hai inserito il numero della carta sul sito, chiedi una carta nuova. Controlla gli estratti conto nelle settimane successive e cambia la password che hai usato per creare l'account sul negozio.

Conviene denunciare un sito truffa anche per una piccola cifra?

Sì. A nostro avviso i truffatori contano proprio sul fatto che per piccole cifre molte persone lascino perdere. Più denunce sullo stesso sito possono aiutare a collegare i casi. La denuncia ti dà anche un documento da mostrare se la banca o PayPal te lo chiedono durante una contestazione.

Conclusione: prima i soldi, poi segnala il sito a chi può fermarlo

Se hai pagato un sito truffa, conta soprattutto la velocità. Chiama la banca, Poste o PayPal, salva le prove prima che il negozio sparisca e presenta denuncia-querela entro tre mesi. Il chargeback sulla carta e la contestazione con PayPal «beni e servizi» ti danno una procedura vera, se rispetti i termini. Dopo un bonifico istantaneo o una ricarica, invece, il denaro spesso è perso.

Poi pensa agli altri acquirenti: segnalare un sito truffa alla Polizia Postale, all'AGCM, a Google e al registrar richiede pochi minuti. Proteggi carta e account se hai inserito dati sensibili sul sito. E chiudi la conversazione con chiunque ti offra di recuperare i soldi in cambio di un anticipo.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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