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Come capire se un sito è affidabile: segnali e controlli

Come capire se un sito è affidabile prima di pagare: i segnali d'allarme dei negozi falsi, i controlli gratuiti e i pagamenti che ti proteggono davvero.

Di Pubblicato: 17 min di letturaLeggi in inglese
Copertina: come capire se un sito è affidabile, segnali d'allarme e controlli gratuiti

Come capire se un sito è affidabile? Di solito bastano pochi minuti. I segnali d'allarme sono prezzi molto più bassi che altrove, una cassa che alla fine accetta solo bonifico, ricarica Postepay o PayPal «amici e familiari», nessuna partita IVA o sede verificabile e un dominio registrato da poche settimane. Cerca il nome del negozio insieme a «truffa» o «opinioni», verifica partita IVA ed età del dominio e paga con una carta che ti permetta di contestare l'addebito.

I negozi online falsi spesso sembrano curati. La Polizia Postale riceve sempre più segnalazioni di siti che imitano graficamente negozi ufficiali o rivenditori autorizzati, con loghi e immagini di marchi noti. Offrono prodotti molto richiesti, come abbigliamento ed elettronica, a prezzi ridotti e spingono a pagare in fretta, anche con carta di credito o bonifico. Dopo il pagamento il venditore diventa irreperibile, e se arriva qualcosa è spesso di scarso valore e diverso dall'articolo ordinato.

Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che assegna a ogni scatto un codice di verifica al momento della ripresa, per questo ci occupiamo spesso di foto di prodotto copiate e di prove false. Qui trovi i segnali d'allarme indicati dalla Polizia Postale, i controlli che faremmo noi, gli strumenti gratuiti per verificare un sito e cosa fare se hai già pagato.

Come capire se un sito è affidabile: i segnali d'allarme in sintesi

Un negozio vero supera i controlli. Uno falso di solito non ne supera diversi: prezzi che nessun altro offre, un conto alla rovescia che mette fretta, nessuna partita IVA né sede, un dominio appena registrato e una cassa che accetta solo pagamenti irrevocabili. Se noti due o più di questi segnali, fermati prima di pagare.

Segnale d'allarmeCosa notiCome controllare
Prezzo troppo bassoArticoli di marca a una frazione del prezzo normaleConfronta con negozi che conosci
Pagamento rischiosoAlla cassa solo bonifico, ricarica Postepay o PayPal «amici e familiari»Arriva fino all'ultimo passaggio prima di inserire dati
Nessun riferimentoMancano partita IVA, sede o telefono fissoVerifica la partita IVA sul sito dell'Agenzia delle Entrate
Dominio strano o nuovoMarchio più «outlet» o «sale», estensioni insolite, creato da pocoControlla la data di creazione nel WHOIS
Recensioni troppo perfetteSolo cinque stelle, frasi simili, nessuna criticaCerca il nome del sito con «truffa» o «opinioni»
Foto copiateImmagini che compaiono su altri sitiFai una ricerca inversa per immagini
PressioneTimer, «ultimi 2 pezzi», offerta che scade staseraAspetta un giorno e controlla prima il negozio

Prezzi, riferimenti dell'azienda, recensioni e foto copiate rientrano nei consigli della Polizia Postale per gli acquisti online. Il controllo dell'età del dominio lo aggiungiamo noi. Un solo segnale non prova una truffa, perché anche piccoli negozi onesti hanno siti spartani. Fa eccezione il venditore che accetta soltanto pagamenti irrevocabili, come un bonifico istantaneo o una ricarica: per noi è il segnale più chiaro di tutti. Se ne vedi due o tre degli altri, non ordinare prima di aver fatto i controlli che seguono.

Prezzi troppo bassi, conto alla rovescia e pubblicità sui social

Il prezzo è l'esca. La Polizia Postale invita a diffidare degli articoli a prezzi irrisori e a controllare che non ci sia troppa differenza rispetto ai prezzi di mercato: potrebbe trattarsi di un falso o di una truffa. Secondo noi uno sconto forte su tutto il catalogo è più sospetto di un singolo articolo in svendita. Confronta il prezzo con due o tre negozi di cui ti fidi prima di lasciarti convincere dall'affare.

La fretta è il secondo strumento. Timer, banner «ultimi 2 pezzi» e offerte che scadono stasera servono a farti saltare i controlli. La Polizia Postale consiglia di non procedere a pagamenti immediati davanti a offerte che chiedono decisioni rapide. Un negozio che vuole convincerti in pochi minuti, dal nostro punto di vista, ti sta dando il motivo migliore per aspettare.

Le pubblicità sui social meritano più attenzione, perché ti portano dallo scroll alla cassa in un attimo. Prima di comprare, cerca il nome del negozio e l'indirizzo del sito insieme a parole come «truffa», «recensioni» o «opinioni». Se l'annuncio mostra un marchio che conosci, digita tu l'indirizzo del sito ufficiale invece di seguire il link. Da smartphone la Polizia Postale suggerisce di usare le app ufficiali dei grandi negozi, per non finire su siti clone.

Come vuole essere pagato il negozio: i segnali d'allarme alla cassa

Molti siti falsi si tradiscono alla cassa. Poste Italiane descrive così la truffa degli acquisti online: prezzi molto bassi, foto rubate e poi la richiesta di un pagamento immediato con bonifico istantaneo o ricarica, fuori dai canali previsti dal sito. Secondo la Banca d'Italia un bonifico istantaneo è irrevocabile una volta disposto. Proprio per questo piace a chi vuole incassare il denaro truffato nel minor tempo possibile.

Guarda tutta la procedura di pagamento, non solo i loghi nel piè di pagina. Un negozio può mostrare in home page i loghi di carte e PayPal e poi offrire all'ultimo passaggio solo un bonifico o una ricarica Postepay. Se la carta «non funziona» e ti chiedono di pagare in un altro modo, fermati lì. Vale lo stesso se l'IBAN è intestato a un privato e non alla società che compare sul sito.

Dal 9 ottobre 2025 banche e Poste devono offrire una verifica automatica tra nome e IBAN del beneficiario e avvisarti prima del bonifico se i dati non coincidono, spiega la Banca d'Italia. Se compare quell'avviso mentre paghi un negozio, prendilo sul serio. Attenzione anche a chi chiede un pagamento PayPal tra «amici e familiari»: secondo PayPal i pagamenti personali non rientrano nella Protezione acquisti, che copre invece i pagamenti idonei per beni e servizi.

Come riconoscere un sito affidabile: partita IVA, sede e contatti

Il primo controllo riguarda chi gestisce il sito. L'art. 7 del D.Lgs. 70/2003 elenca le informazioni che chi offre servizi online deve rendere facilmente accessibili. Tra queste ci sono nome o ragione sociale, sede legale e recapiti per un contatto rapido, email compresa. Servono anche il numero di iscrizione al registro delle imprese o al REA e, se l'attività è soggetta a imposta, la partita IVA.

La partita IVA si controlla in un minuto. La Polizia Postale ricorda che i dati fiscali sono verificabili sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il cui servizio di verifica mostra se la partita IVA è attiva, sospesa o cessata, a chi è intestata e da quando. Se il nome non corrisponde al negozio, o se un sito che vanta anni di esperienza ha una partita IVA aperta il mese scorso, i conti non tornano. Per le aziende di altri Paesi UE c'è la verifica VIES della Commissione europea.

Un numero valido però non basta, perché chi truffa può copiare i dati di un'azienda vera. Cerca la ragione sociale e l'indirizzo su un motore di ricerca e su una mappa: se a quell'indirizzo c'è un'altra attività, o un terreno vuoto, non ordinare. Nei suoi consigli sull'e-commerce la Polizia Postale invita anche a dubitare dei venditori che non forniscono un numero di telefono fisso e di chi indica come indirizzo una casella postale.

Controlla l'indirizzo web: domini simili, età del dominio e lucchetto

Leggi l'indirizzo prima delle offerte. Nel 2020 la Polizia Postale ha segnalato il falso sito «geoxoutlet.online», che vendeva articoli Geox a prezzi irrisori con logo e informazioni quasi identici a quelli ufficiali. Nome del marchio più «outlet», «sale» o «official», lettere scambiate ed estensioni insolite sono tutti motivi per guardare meglio.

Ancora più rischiosi sono i link via SMS o email: secondo la Polizia Postale l'indirizzo di questi siti trappola differisce sempre, anche di poco, da quello originale. Un esempio tipico è il finto avviso di consegna: come funziona la truffa SMS sul pacco lo spieghiamo in una guida a parte.

Poi controlla quanto è vecchio il dominio. Per i domini .it il WHOIS del Registro .it mostra la data di creazione alla voce «Created». ICANN Lookup fa lo stesso per .com, .shop e le altre estensioni internazionali. Un negozio che dichiara decenni di attività su un dominio creato il mese scorso non è credibile.

Il lucchetto non chiude la questione. Secondo la Polizia Postale, il lucchetto e l'«https» nella barra degli indirizzi confermano che i dati inseriti viaggiano cifrati. Dicono però poco su chi gestisce il sito: a nostro avviso anche un sito truffa può avere una connessione cifrata. Non inserire mai i dati della carta su una pagina senza https, ma non considerare il lucchetto un bollino di qualità.

Condizioni di vendita, recensioni e foto copiate

Leggi le condizioni di consegna e di reso prima di ordinare. Per l'art. 61 del Codice del consumo, se non è stato pattuito altro, il venditore deve consegnare senza ritardo ingiustificato e al più tardi entro trenta giorni dalla conclusione del contratto. Se non lo fa, puoi invitarlo a consegnare entro un termine supplementare adeguato. Scaduto anche quello, puoi risolvere il contratto e chiedere il rimborso. Un sito senza condizioni chiare su tempi, spedizione e reso merita sospetto.

Le recensioni sul sito stesso dimostrano poco, perché le controlla il negozio. La Polizia Postale consiglia di cercare informazioni sull'attendibilità del sito con i motori di ricerca, nei forum e sui social. Diffida delle pagine con sole cinque stelle e frasi tutte simili. Anche sui portali di recensioni possono comparire giudizi falsi o comprati, quindi conta il quadro complessivo. Gli schemi che li tradiscono li trovi nella guida su come riconoscere recensioni false.

Le foto di prodotto non costano nulla a chi truffa, perché può copiarle da qualsiasi negozio vero. Se le immagini sembrano troppo belle per essere vere, la Polizia Postale suggerisce di cercare in rete se sono state copiate da altri siti. Una ricerca inversa per immagini mostra dove compare la stessa foto: come funziona lo spieghiamo nella guida su come capire se una foto è vera.

Il risultato da solo non prova nulla, perché anche i rivenditori onesti usano le foto del produttore. Diventa sospetto quando le stesse immagini spuntano su Subito, nei post di altri venditori o su negozi con nomi diversi.

Con i marchi a prezzi stracciati c'è un secondo rischio: invece di niente può arrivare un falso. La Polizia Postale descrive proprio questo esito, con prodotti di scarso valore e diversi da quelli ordinati. Per noi vale una regola semplice: se il prezzo di un articolo di marca è lontanissimo da quello dei rivenditori ufficiali, parti dal presupposto che non sia originale. Etichette, numero di serie e sanzioni per chi compra falsi sono nella guida su come capire se un prodotto è originale.

Come riconoscere un sito truffa con strumenti gratuiti

Alcuni strumenti gratuiti ti danno una prima risposta in pochi minuti. Non conosciamo un servizio pubblico italiano che dia un voto ai negozi online con un clic, e nessuno di questi strumenti dà un verdetto definitivo. Abbinali sempre a quello che vedi sul sito:

  • Una ricerca semplice: nome del negozio e indirizzo con «truffa», «recensioni» o «opinioni». Cerca segnalazioni di acquirenti reali fuori dalle pagine del negozio.
  • Google Safe Browsing: inserisci l'indirizzo nel controllo dello stato del sito per vedere se Google lo considera pericoloso in questo momento.
  • WHOIS e ICANN Lookup: controlla da quando esiste il dominio, come spiegato sopra.
  • Verifica della partita IVA: sul sito dell'Agenzia delle Entrate, o con VIES per le aziende di altri Paesi UE.
  • Ricerca inversa per immagini: controlla se le foto dei prodotti appartengono a qualcun altro.

Tieni presenti i limiti di ogni risultato. Google descrive Safe Browsing come una protezione da minacce come malware, software indesiderato e social engineering, per esempio il phishing. Un negozio che semplicemente non spedisce l'ordine, secondo noi, potrebbe non essere segnalato, soprattutto se è nuovo. I siti commerciali che danno un «punteggio di affidabilità» possono essere un indizio in più, ma trattali come un segnale tra tanti.

Come pagare in sicurezza su un sito che non conosci

Il modo in cui paghi decide le tue possibilità di riavere i soldi. Se un bene non arriva, spiega la Banca d'Italia, non puoi contestare il pagamento alla banca, che risponde solo della corretta esecuzione di un pagamento che hai autorizzato. Chi paga con carta ha però una tutela in più: il chargeback. Non è previsto dalle norme sui pagamenti ma dagli accordi tra banche, venditori e circuito della carta, e di solito va avviato entro un termine non superiore a 120 giorni dall'addebito.

Metodo di pagamentoSe non arriva nullaLa nostra valutazione
Carta di credito o prepagataPuoi chiedere il chargeback alla banca o all'emittente, nei tempi del contrattoPrima scelta con un negozio sconosciuto
PayPal «beni e servizi»Protezione acquisti PayPal per i pagamenti idoneiUna buona opzione
ContrassegnoPaghi il corriere alla consegna del paccoUtile al primo acquisto, ma paghi prima di aprire il pacco
Bonifico ordinarioDifficile da recuperare una volta eseguitoDa evitare con negozi che non conosci
Bonifico istantaneoIrrevocabile, il denaro arriva subitoUn segnale di truffa
Ricarica PostepayIl denaro arriva subito, recuperarlo è molto difficileUn segnale di truffa
PayPal «amici e familiari», criptovalute, carte regaloNessuna Protezione acquisti, soldi di solito persiMai per un acquisto

La Polizia Postale consiglia di usare soprattutto carte ricaricabili e, per il primo acquisto su siti poco noti o aperti da poco, di valutare il pagamento in contrassegno. Con una prepagata rischi al massimo il saldo che hai caricato. Il contrassegno ha un limite: paghi il corriere prima di aprire il pacco, quindi non ti protegge da una scatola piena di merce falsa. Con un negozio che non conosci, paga con una carta e non con un bonifico dal conto corrente.

Una mano digita sul portatile mentre l'altra tiene una carta di credito
Inserisci i dati della carta solo dopo che il negozio ha superato i tuoi controlli. Con la carta resta la strada del chargeback.Foto: SHVETS production / Pexels

Negozi falsi su marketplace e social

Un negozio falso non ha sempre un sito tutto suo: a volte la domanda non è come capire se un sito è affidabile, ma se lo è il venditore. Anche profili di venditori su Subito, eBay, Vinted o Facebook Marketplace e pagine shop sui social possono essere falsi. A nostro avviso il segnale più chiaro è un venditore che ti vuole portare altrove per pagare: un'email, una chat su WhatsApp o un link di pagamento diretto. È lo stesso schema che descrive Poste Italiane per le truffe negli acquisti online.

La regola vale ovunque: tieni conversazione e pagamento sulla piattaforma. Le truffe più diffuse tra privati le trovi nella guida alle truffe su Subito. La Polizia Postale invita a dubitare di chi chiede di essere contattato fuori dalla piattaforma di annunci e di chi ha troppa fretta di chiudere l'affare. Su Subito, per esempio, il pagamento con TuttoSubito passa dalla piattaforma e rientra nella sua Protezione Acquisti, secondo le condizioni del servizio. Pagando fuori dalla piattaforma rinunci di solito a qualsiasi tutela.

Una scatola di cartone aperta e vuota su un vecchio tavolo di legno, accanto a nastro adesivo e forbici
Hai pagato ma non è arrivato nulla? Chiama subito la banca o l'emittente della carta, perché il tempo conta.Foto: Kaboompics / Pexels

Hai comprato su un sito truffa? Cosa fare subito

Se hai già pagato, agisci in fretta. Contatta subito la banca, Poste o l'emittente della carta: blocca la carta se hai inserito i dati e chiedi se puoi avviare un chargeback o fermare il pagamento. Poi procedi così:

  1. Conserva le prove: screenshot del sito, dell'annuncio, della conferma d'ordine, delle email e della ricevuta di pagamento.
  2. Sporgi denuncia: presso un ufficio della Polizia di Stato o una stazione dei Carabinieri, con le prove raccolte.
  3. Segnala il sito alla Polizia Postale: con il modulo Segnalazioni. La segnalazione non sostituisce la denuncia, e per le urgenze c'è il 112.
  4. Segnala il negozio all'AGCM: l'Autorità garante della concorrenza e del mercato raccoglie con «Segnala online» le segnalazioni su pratiche commerciali scorrette.
  5. Segnala l'annuncio: avvisa la piattaforma o il social dove hai trovato il negozio.

Se la banca non risponde al tuo reclamo nei tempi previsti o la risposta non ti soddisfa, puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF): costa 20 euro e non serve un avvocato. Per il chargeback è possibile quando questa tutela è prevista dal contratto con la tua banca, non per la lite con il venditore. Se il negozio ha sede in un altro Paese UE, il Centro Europeo Consumatori (ECC-Net Italia) offre consulenza e assistenza gratuite.

Non pagare chi ti contatta più tardi promettendo di recuperare i soldi in cambio di un anticipo. Nelle truffe di trading online la Polizia Postale descrive finti uffici legali e società che offrono il recupero dei crediti per farsi versare altro denaro. Secondo noi lo stesso schema può colpire anche chi ha comprato su un sito falso. Moduli, prove da allegare e ordine dei passaggi li raccogliamo nella guida su come segnalare un sito truffa.

Domande frequenti sui siti truffa

Come capire se un sito è affidabile per comprare?

Controlla chi lo gestisce e come vuole essere pagato. Un sito affidabile mostra ragione sociale, sede e una partita IVA verificabile, ha recensioni su siti indipendenti, un dominio che non è nato ieri e accetta carte o PayPal fino all'ultimo passaggio. Attenzione però: anche molti siti falsi accettano la carta, che non prova l'affidabilità ma ti lascia la strada del chargeback. Se i prezzi sono molto più bassi che altrove e alla cassa restano solo bonifico o ricarica, lascia perdere.

Come si verifica la partita IVA di un negozio online?

Inserisci il numero nel servizio di verifica della partita IVA dell'Agenzia delle Entrate. Il risultato mostra se è attiva, sospesa o cessata, a chi è intestata e la data di inizio attività. Confronta il nome con quello del sito e, per le aziende di altri Paesi UE, usa VIES. Ricorda che un numero valido può essere copiato da un'azienda vera.

Esiste un elenco dei siti truffa?

Non conosciamo un elenco ufficiale e completo pubblicato da un'autorità italiana. La Polizia Postale pubblica avvisi su singoli siti falsi tra le notizie del suo portale, ma i siti truffa riaprono spesso con nuovi indirizzi e qualsiasi elenco resta indietro. Più di un elenco conta sapere come capire se un sito è affidabile: controlla nome, partita IVA, dominio e metodi di pagamento di ogni venditore.

Il lucchetto e l'https bastano per dire che un sito è sicuro?

No, non da soli. Il lucchetto e l'https indicano che i dati che inserisci viaggiano cifrati, come ricorda la Polizia Postale. Non dicono se dietro il sito c'è un'azienda reale, e anche i siti truffa possono usare una connessione cifrata. Su una pagina senza https, però, non inserire mai i dati della carta.

Qual è il modo più sicuro per pagare su un sito che non conosci?

Di solito la carta di credito o una prepagata, perché puoi chiedere il chargeback alla banca nei tempi del contratto. Anche PayPal con pagamento per beni e servizi offre la Protezione acquisti per i pagamenti idonei. Evita bonifico e ricarica Postepay con negozi sconosciuti e non usare mai PayPal «amici e familiari» per un acquisto.

I negozi che fanno pubblicità su Instagram e Facebook sono affidabili?

Molti sì, ma anche i siti falsi si fanno pubblicità. La Polizia Postale segnala siti che imitano negozi ufficiali usando loghi e immagini di marchi noti. Prima di comprare, cerca il nome con «truffa» o «opinioni», controlla partita IVA e dominio e raggiungi il sito ufficiale del marchio digitando tu l'indirizzo, invece di seguire l'annuncio.

Conclusione: come capire se un sito è affidabile prima di pagare

I siti falsi puntano sulla velocità: un prezzo che sembra troppo bello, un timer che mette fretta e una cassa che accetta solo pagamenti irrevocabili. Pochi minuti di controlli bastano contro la maggior parte di loro. Cerca partita IVA e sede, controlla l'età del dominio, cerca il nome del negozio con «truffa» e arriva fino al passaggio di pagamento prima di inserire qualsiasi dato.

Poi paga con carta o con PayPal per beni e servizi, così conservi una strada per contestare. Se qualcosa va storto, chiama subito la banca, conserva le prove, sporgi denuncia e segnala il sito alla Polizia Postale. Sapere come capire se un sito è affidabile non ti rende immune da ogni truffa, ma toglie ai truffatori le vittorie facili su cui contano.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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