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Casa e affitti

Denuncia truffa affitto: cosa fare subito in 6 passi

Denuncia truffa affitto: blocca i pagamenti, salva le prove, segnala l'annuncio e presenta querela in tempo. E cosa fare se hai inviato i tuoi documenti.

Di Pubblicato: 16 min di letturaLeggi in inglese
Copertina: denuncia truffa affitto, i sei passi da fare subito dopo un falso annuncio

Se sei caduto in una truffa sull'affitto, per prima cosa smetti di pagare e chiama subito la tua banca, Poste Italiane o il servizio con cui hai inviato i soldi. Poi salva annuncio, messaggi e ricevute, segnala l'annuncio al portale e vai a denunciare la truffa alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Nelle denunce per truffe sugli affitti conta il tempo: per la querela di solito hai tre mesi, ma conviene muoversi lo stesso giorno.

Una truffa su un affitto può costare cara, perché il finto proprietario chiede caparra, deposito e prima mensilità prima ancora che tu veda la casa. Se gli hai mandato anche la foto della carta d'identità, il codice fiscale o una busta paga, c'è un secondo rischio: il furto d'identità. Ci cascano anche persone attente, soprattutto quando cercare casa diventa una corsa contro il tempo.

Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che assegna un codice di verifica alle foto al momento dello scatto. Per questo piano d'azione abbiamo raccolto cosa dicono Polizia di Stato, Polizia Postale, Banca d'Italia e portali immobiliari su come segnalare un annuncio falso e come funzionano le denunce per truffe sugli affitti.

Denuncia truffa affitto: i passi in sintesi

Dopo una truffa conta l'ordine. Prima fermi i pagamenti e avvisi la banca, perché per bloccare o recuperare un bonifico ogni ora conta. Poi metti al sicuro le prove, segnali l'annuncio al portale che lo ha pubblicato e presenti denuncia-querela. Se hai inviato documenti o dati bancari, proteggi anche la tua identità.

  1. Non pagare più nulla: niente «spese per le chiavi», niente secondo deposito, niente tasse per sbloccare il contratto.
  2. Chiama banca, Poste o il servizio di pagamento: racconta la truffa e chiedi se l'operazione si può ancora fermare.
  3. Salva le prove: screenshot dell'annuncio, di tutti i messaggi e delle ricevute di pagamento.
  4. Segnala l'annuncio: su Immobiliare.it, Idealista, Subito o nel gruppo Facebook dove l'hai trovato.
  5. Presenta denuncia-querela: in un ufficio della Polizia di Stato o in una stazione dei Carabinieri.
  6. Proteggi i tuoi dati: se hai mandato documenti, avvisa la banca, cambia le password e diffida di chi promette di recuperare i soldi a pagamento.

I passi da 1 a 3 vanno fatti subito, gli altri possibilmente in giornata. Come funzionano gli schemi più diffusi e come controllare un annuncio prima di pagare la prossima volta lo spieghiamo nella guida alle truffe affitti.

Smetti di pagare e chiama subito banca o Poste

Appena capisci che la casa non esiste o che il «proprietario» è sparito, non mandare più un euro. I truffatori spesso tornano con nuove richieste: un'assicurazione, le spese di spedizione delle chiavi, una seconda caparra perché il primo bonifico «non è arrivato». Ogni nuova richiesta è solo un altro modo per incassare.

Chiama la banca dal numero sul retro della carta o nell'app, non da un contatto ricevuto in chat. Se hai pagato con una ricarica Postepay, rivolgiti a Poste Italiane; per PayPal o un servizio di trasferimento di denaro, contatta direttamente quel servizio. Tieni pronti data, importo, IBAN o numero della carta del beneficiario e annota con chi hai parlato e cosa ti hanno detto.

Non farti troppe illusioni, ma chiedi lo stesso. Secondo la Banca d'Italia, il 67% dei soldi sottratti con i bonifici deriva dalla manipolazione del pagatore, cioè da pagamenti fatti da noi stessi perché qualcuno ci ha ingannati. Il bonifico istantaneo è irrevocabile una volta disposto, mentre quello ordinario di norma richiede un giorno lavorativo per l'accredito. Nel secondo semestre del 2024, aggiunge la Banca d'Italia, gli intermediari hanno rimborsato il 29% delle somme truffate con i bonifici.

Il diritto al rimborso garantito dalla legge riguarda però i pagamenti che non hai autorizzato. Se il bonifico l'hai disposto tu, quel diritto di regola non si applica, ma chiedere alla banca non costa nulla. Prima di bloccare il truffatore, salva l'intera conversazione.

Salva le prove prima che l'annuncio sparisca

Per la denuncia ti servono gli stessi elementi che chiederanno banca e portale. Salvali adesso, perché un annuncio cancellato non si può più fotografare. Controlla che sugli screenshot si vedano data e ora, e conserva una copia anche fuori dal telefono, per esempio in una email a te stesso.

  • L'annuncio: indirizzo, canone, foto, descrizione, link e codice dell'annuncio.
  • Il finto proprietario: nome, numero di telefono, email, eventuale agenzia o sito.
  • I messaggi: chat del portale, email, WhatsApp e SMS, completi e con le date.
  • I pagamenti: contabile del bonifico, ricevuta della ricarica, estratto conto con IBAN e intestatario.
  • Quello che hai mandato tu: copia del documento, codice fiscale, buste paga, eventuale «contratto» firmato.

L'ultimo punto si dimentica facilmente, ma ti dice cosa proteggere se i tuoi dati venissero usati in futuro. Annota anche una breve cronologia: quando hai trovato l'annuncio, quando hai pagato e quando hai sentito il truffatore per l'ultima volta. Se ti hanno spedito chiavi o un pacco, conserva tutto, busta compresa.

Mani che tengono uno smartphone con una griglia di foto sullo schermo, accanto a un portatile aperto
Salva gli screenshot di annuncio, chat e pagamento anche fuori dal telefono.Foto: RDNE Stock project / Pexels

Truffa affitto appartamento: segnala l'annuncio al portale

Segnala l'annuncio dove l'hai trovato. Così il portale può controllarlo e rimuoverlo prima che il prossimo inquilino ci caschi. Non aspettare la sua risposta, però, per chiamare la banca o per sporgere denuncia.

Su Immobiliare.it vai in fondo alla pagina dell'annuncio, fai clic su «Segnala annuncio», scegli il tipo di problema e aggiungi i tuoi contatti. Secondo il centro assistenza di Immobiliare.it, la segnalazione vale anche per un tentativo di truffa, e il portale avvia subito le verifiche. Nel commento incolla il nome usato dal truffatore e il numero o l'IBAN che ti ha dato.

Anche Idealista permette di segnalare un immobile sospetto direttamente dall'annuncio. Su Subito e su Facebook usa la funzione di segnalazione dell'annuncio o del profilo, e nei gruppi per studenti fuori sede avvisa anche gli amministratori. Le truffe tipiche di Subito, anche fuori dal settore casa, sono nella guida sulle truffe su Subito.

Se la truffa riguardava una casa vacanza, segnalala alla piattaforma con cui hai prenotato o di cui il truffatore ha usato il nome, per esempio Airbnb o Booking.com. Come riconoscere un annuncio falso prima di prenotare lo spieghiamo nella guida alle truffe Airbnb e Booking. Attenzione anche alle email che sembrano arrivare dal portale. A luglio 2026 la Polizia Postale ha segnalato una campagna di phishing contro i clienti di Idealista: un QR code porta a un sito falso che chiede dati personali e bancari.

Denuncia per truffa affitto: dove presentarla e cosa portare

Le denunce per truffe sugli affitti si presentano in un ufficio della Polizia di Stato, in una stazione dei Carabinieri o presso le sedi della Polizia Postale. Per la truffa semplice serve la querela della persona offesa: secondo l'art. 640 c.p. si procede d'ufficio solo in alcuni casi aggravati. Per questo si parla spesso di denuncia-querela. Di regola la querela va presentata entro tre mesi dal giorno in cui hai saputo del fatto (art. 124 c.p.).

Porta con te le prove stampate o su una chiavetta: screenshot, contabili, cronologia. Racconta i fatti con ordine e indica tutti i nomi, numeri, email e IBAN usati dal truffatore. Elenca anche i documenti che gli hai inviato, così la denuncia copre pure il rischio di furto d'identità. Chiedi una copia della denuncia: banca, Poste o portale potrebbero chiedertela.

In alcune province la Polizia di Stato sta sperimentando la denuncia online, con accesso tramite SPID o CIE. Vale anche per la truffa, ma resta una pre-denuncia: va formalizzata entro 48 ore in un ufficio della Polizia di Stato. Secondo la pagina il servizio è attivo solo in alcune zone, per esempio a Rieti e Frosinone, quindi controlla prima se copre la tua provincia.

Se hai incontrato il truffatore di persona, per esempio a una finta visita, annota luogo, ora, aspetto e un'eventuale auto finché il ricordo è fresco. In caso di pericolo o di emergenza chiama il 112. Nessuno può prometterti che il truffatore venga trovato, ma una querela presentata in tempo è la condizione perché si possa procedere.

Come denunciare una truffa online: Polizia Postale, reclamo e ABF

Oltre alla denuncia puoi inviare una segnalazione online alla Polizia Postale. Il modulo delle segnalazioni del Commissariato di P.S. Online serve a portare all'attenzione della polizia fatti probabilmente illeciti, come un annuncio truffa ancora online. La pagina chiarisce però che con il modulo non si possono inviare denunce o querele e che non sostituisce in alcun modo il pronto intervento: per le urgenze chiama il 112 o il 113.

Con la banca c'è una seconda strada. Secondo la Banca d'Italia, se il confronto con il tuo istituto non ti soddisfa puoi presentare un reclamo scritto, a cui la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi se riguarda servizi di pagamento. Se il reclamo viene respinto o la risposta non ti convince, puoi inviare un esposto alla Banca d'Italia o fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

L'ABF decide sulle controversie tra clienti e intermediari, non sul truffatore. Ha senso, per esempio, se pensi che la banca non abbia fatto i controlli dovuti sul nome e sull'IBAN del beneficiario. Prima di ricorrere all'ABF serve sempre il reclamo alla banca. Allega la copia della denuncia: rende la tua ricostruzione più solida.

Hai mandato documento, codice fiscale o IBAN? Proteggi la tua identità

Chi pubblica annunci falsi non cerca solo soldi. Spesso chiede la foto della carta d'identità, il codice fiscale e una busta paga «per preparare il contratto», e poi usa quei dati per altre truffe: annunci a tuo nome, account aperti con la tua identità, richieste di finanziamento. Il Garante privacy ricorda da tempo che le copie dei documenti in circolazione espongono al rischio di furto d'identità.

Se hai inviato questi dati, segui alcuni passi concreti:

  • Elenca nella denuncia ogni documento inviato, con data e canale.
  • Avvisa la tua banca e controlla estratti conto e notifiche nelle settimane successive.
  • Cambia le password che potresti aver condiviso o digitato su un link ricevuto in chat, e attiva l'autenticazione a due fattori.
  • Diffida di email, SMS o telefonate che citano i tuoi dati per sembrare credibili.

Per sapere se qualcuno ha ottenuto un finanziamento a tuo nome puoi chiedere i tuoi dati alla Centrale dei Rischi. È l'archivio della Banca d'Italia sui debiti di famiglie e imprese verso banche e finanziarie, e l'accesso per gli interessati è gratuito, anche online.

Tieni presente però che la Centrale dei Rischi registra solo i debiti da 30.000 euro in su (da 250 euro se il debito è già in sofferenza): un piccolo prestito aperto a tuo nome potrebbe non comparire. È un controllo in più, non una garanzia: continua a guardare conti e posta.

Se hai inserito i dati della carta o del conto su un sito o un link ricevuto dal truffatore, chiama subito la banca e fai bloccare carta o accesso. Se compaiono contratti, debiti o annunci a tuo nome, potrai rimandare alla denuncia che hai già presentato.

Attenzione ai falsi aiuti per recuperare i soldi

Chi ha appena perso denaro è il bersaglio ideale per una seconda truffa. Lo schema è sempre simile: qualcuno ti contatta e promette di recuperare la somma persa, ma prima vuole un anticipo, una commissione o i tuoi dati bancari. Nella sezione sul trading online, la Polizia Postale descrive truffatori che a distanza di tempo si presentano come società o uffici legali e offrono supporto per il recupero dei crediti.

Lo stesso trucco funziona con chi ha perso una caparra. Questi contatti possono spacciarsi per avvocati, associazioni di consumatori o perfino per la polizia. La Polizia di Stato avverte che non invia email o messaggi per chiedere il pagamento di sanzioni o somme di denaro.

Un professionista vero si può verificare: un avvocato è iscritto a un ordine e ha un nome e un numero di iscrizione controllabili. Nessuno può garantirti la restituzione dei soldi, e chi ti chiede di pagare in anticipo per riaverli sta tentando una seconda truffa. Non pagare, non dare accesso al tuo computer e non mandare altri dati.

Truffa o lite con il proprietario: dove vanno gli altri problemi

Non tutte le brutte esperienze con un affitto sono truffe. Se un proprietario vero trattiene il deposito cauzionale, non fa le riparazioni o chiede spese non previste, di solito si tratta di una controversia di locazione. In questi casi la prima tappa, secondo noi, è un'associazione di inquilini come il SUNIA o un avvocato. Per le liti sulla locazione la legge prevede di regola un tentativo di mediazione prima di andare in tribunale (art. 5 D.Lgs. 28/2010).

Le stesse strade valgono se sei dall'altra parte. Se sei proprietario e trovi la tua casa pubblicata da qualcun altro, segnala l'annuncio al portale e valuta una denuncia. Immobiliare.it mette in guardia anche dai finti interessati che versano una caparra senza aver visto la casa, poi dicono di aver pagato troppo e chiedono la differenza su una carta prepagata.

E l'inquilino che non paga? Di solito è una questione civile legata al contratto. Il codice penale punisce però, a querela, chi contrae un'obbligazione dissimulando il proprio stato d'insolvenza con il proposito di non adempierla (art. 641 c.p., insolvenza fraudolenta). Se il caso rientri lì dipende dai fatti, quindi parlane con un avvocato o con un'associazione di proprietari.

La prossima volta: prima vedere la casa, poi pagare

La regola più utile è anche la più semplice: niente soldi prima di aver visto la casa di persona e firmato un contratto scritto. La Polizia Postale consiglia di non inviare denaro in anticipo, di evitare le carte prepagate e di concludere il contratto preferibilmente di persona. Controlla anche su Google Maps che all'indirizzo ci sia davvero l'edificio delle foto.

Secondo noi la visita di persona con il proprietario vero o con l'agenzia è la prova decisiva, e una videochiamata in diretta è la seconda scelta. Verifica anche chi affitta: con una visura catastale dell'Agenzia delle Entrate vedi chi sono gli intestatari dell'immobile. Un contratto che supera trenta giorni complessivi nell'anno va registrato all'Agenzia delle Entrate, e un proprietario serio non ha problemi a farlo.

Un tempo chiedere una foto con un foglietto con il tuo nome e la data di oggi era un buon test. Oggi dimostra poco, perché i generatori di immagini con IA scrivono testo leggibile. Cerca invece le foto dell'annuncio con una ricerca inversa delle immagini: se compaiono altrove con altri contatti, fermati. Altri metodi li trovi nella guida su come capire se una foto è vera.

Con TrustCamera stiamo lavorando a un modo con cui i proprietari onesti possono mostrare che le loro foto sono attuali. Scattano foto nuove nell'app e ti inviano i codici di verifica. Tu li controlli subito gratis nel browser, senza account, e vedi che ogni file non è cambiato dallo scatto, con data e ora e la posizione approssimativa (entro circa 10 km). Il codice non dice se la casa è davvero in affitto né chi ne è il proprietario, quindi non sostituisce la visita.

All'ingresso e all'uscita puoi documentare allo stesso modo lo stato della casa per il verbale di consegna dell'immobile e consegnare i codici al proprietario o all'agenzia al momento della consegna o della riconsegna delle chiavi, così possono verificarli sul posto. Conserva anche le tue copie delle foto.

Il codice non mostra se qualcosa è stato messo in scena o lasciato fuori dall'inquadratura, e non decide una lite. Cosa conta quando usi le immagini come prova lo spieghiamo nella guida sulle foto come prova. L'app è ancora in preparazione e arriverà a breve per Android e iOS.

Appartamento luminoso e quasi vuoto con soffitto mansardato, pavimento in legno chiaro, pareti grigie e una porta finestra
Una visita di persona con il vero proprietario o l'agenzia dice più di qualsiasi foto dell'annuncio.Foto: Max Vakhtbovych / Pexels

Domande frequenti sulle denunce per truffe sugli affitti

Dove si denuncia una truffa sull'affitto?

In un ufficio della Polizia di Stato, in una stazione dei Carabinieri o presso la Polizia Postale. Per la truffa semplice serve la querela della persona offesa, da presentare di regola entro tre mesi da quando hai scoperto il fatto. Porta screenshot, contabili e i dati del truffatore, e segnala anche l'annuncio al portale.

Posso denunciare online una truffa sull'affitto?

Solo in parte. Per denunciare una truffa sull'affitto la strada sicura resta l'ufficio di polizia. La segnalazione online alla Polizia Postale è utile, ma per sua stessa indicazione non serve a inviare denunce o querele. La Polizia di Stato sta sperimentando una denuncia online con SPID o CIE in alcune province, da formalizzare entro 48 ore, su appuntamento, in un ufficio della Polizia di Stato. Altrove la denuncia si presenta di persona.

Posso riavere la caparra versata a un truffatore?

A volte, ma spesso no. Chiama subito la banca o Poste e chiedi se il pagamento si può fermare o recuperare. Il bonifico istantaneo è irrevocabile una volta disposto, e il rimborso garantito per legge riguarda i pagamenti non autorizzati. Presenta comunque denuncia: a volte le indagini portano a bloccare il conto del truffatore.

Cosa faccio se ho mandato la carta d'identità a un finto proprietario?

Indicalo nella denuncia, avvisa la banca e controlla con attenzione conti, posta e notifiche. Diffida di chi ti contatta citando i tuoi dati. Puoi anche chiedere gratuitamente i tuoi dati alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, che però registra solo i debiti più consistenti.

Devo continuare a rispondere al truffatore?

No. Prima salva l'intera conversazione, poi smetti di rispondere e blocca il contatto. Non mandare altro denaro, qualunque motivo ti diano, e non condividere altri dati personali. Minacce di azioni legali o promesse di rimborso fanno parte dello stesso copione: da qui in poi se ne occupano banca, portale e forze dell'ordine.

Qualcuno mi offre di recuperare i soldi a pagamento: è affidabile?

Quasi certamente no. La Polizia Postale descrive finte società e falsi uffici legali che contattano le vittime promettendo di recuperare le somme perse. Nessuno può garantire la restituzione, e la Polizia di Stato non chiede soldi via email o messaggio. Non pagare anticipi e segnala il contatto alla Polizia Postale.

Posso segnalare un annuncio falso anche se non ho perso soldi?

Sì, ed è utile per chi cerca casa dopo di te. Su Immobiliare.it usa «Segnala annuncio» in fondo alla pagina; anche Idealista, Subito e Facebook hanno una funzione di segnalazione. Se il truffatore ti ha chiesto soldi o documenti, puoi inviare anche una segnalazione alla Polizia Postale.

Dopo una truffa sull'affitto: muoviti in fretta, poi proteggiti

Quando un affitto si rivela falso, conta la velocità. Smetti di pagare, chiama banca o Poste e salva le prove prima che l'annuncio sparisca. Segnala l'annuncio al portale e presenta la denuncia per truffa sull'affitto alla Polizia di Stato o ai Carabinieri, entro i tre mesi previsti di regola per la querela. Se hai inviato documenti, avvisa la banca e tieni d'occhio conti e posta.

Metti in conto che i soldi possano essere persi, e denuncia lo stesso: le denunce per truffe sugli affitti permettono di indagare, e la segnalazione al portale protegge chi cerca casa dopo di te. Diffida di chiunque ti offra aiuto a pagamento. E la prossima volta segui una regola sola: prima vedi la casa e firmi il contratto, poi paghi.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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