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Come denunciare un profilo falso: il catfishing è reato?

Come denunciare un profilo falso dopo un caso di catfishing: le prove da salvare, la segnalazione all'app, la querela e cosa fare se hai già pagato.

Di Pubblicato: 17 min di letturaLeggi in inglese
Immagine di copertina: come denunciare un profilo falso e quando il catfishing è reato

Se ti chiedi come denunciare un profilo falso, le strade sono due e spesso servono entrambe. Segnala sempre il profilo all'app o al social dove l'hai conosciuto. Se c'è di mezzo un reato, come una truffa, minacce, stalking o l'uso delle foto di un'altra persona, presenta denuncia o querela alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Prima di tutto smetti di rispondere e salva profilo e chat con degli screenshot. Se hai mandato soldi, chiama subito la banca.

Scoprire che la persona con cui scrivevi non esiste fa male, e molte persone si vergognano. Non ce n'è motivo: chi fa catfishing costruisce la fiducia apposta, e la colpa è solo sua. Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che permette di mostrare che una foto non è cambiata dallo scatto. Qui sotto trovi cosa dicono la Polizia Postale, il codice penale e le piattaforme.

Come denunciare un profilo falso: i passi in sintesi

Come denunciare un profilo falso dipende da cosa è successo. Se il catfish ti ha preso soldi, ti ha minacciato, ti perseguita o usa le tue foto, possono intervenire le forze dell'ordine. In ogni caso interrompi i contatti, salva le prove e segnala il profilo alla piattaforma, così la stessa identità falsa non ingannerà altre persone.

  1. Interrompi i contatti: non rispondere più e non mandare soldi, foto o dati personali, anche se la persona insiste, supplica o minaccia.
  2. Salva le prove: fai screenshot di profilo, chat e pagamenti prima di bloccare o prima che il profilo sparisca.
  3. Segnala il profilo: usa la funzione di segnalazione dell'app di incontri o del social.
  4. Chiama la banca: se hai mandato denaro, contatta subito la banca, Poste Italiane o il servizio di pagamento.
  5. Presenta denuncia: in Questura, in un Commissariato, in una stazione dei Carabinieri o in una sede della Polizia Postale, a seconda del caso.
  6. Chiedi aiuto: parlane con una persona di fiducia o con un servizio di ascolto.

I primi tre passi valgono sempre, anche quando alla fine non c'è nessun reato. Se hai ancora dubbi sul fatto che il profilo sia finto, parti dalla guida su come riconoscere un profilo falso, con i segnali in foto, profilo e chat.

Cos'è il catfishing e quando diventa una truffa

Fare catfishing significa fingersi un'altra persona online per conquistare fiducia o avviare una relazione. Il catfish può copiare una persona reale, spesso con foto rubate, oppure inventare un'identità da zero. Non tutti cercano soldi. Alcuni mentono soprattutto su aspetto o età, altri usano l'identità falsa per molestare qualcuno o per una truffa.

Per la versione con i soldi, la Polizia Postale parla di truffe romantiche (romance scam). Secondo la sua scheda, i truffatori contattano la vittima sui social e costruiscono un legame sempre più intimo. Poi chiedono denaro per gravi motivi di salute o per il viaggio che dovrebbe finalmente farli incontrare. Le foto dei profili, scrive la Polizia, «risultano in realtà rubate dalla rete». Nel 2021 i casi trattati sono aumentati del 118% rispetto al 2020 e le somme sottratte hanno raggiunto 4,5 milioni di euro.

Il consiglio della Polizia Postale è chiaro: non pagare nessuna somma e denunciare quello che sta succedendo. Tra una foto profilo ritoccata e un reato, però, c'è una grande zona grigia. Dove cade il tuo caso dipende da cosa ha fatto il catfish con l'identità falsa, e qui entra in gioco la domanda giuridica.

Il catfishing è reato? Cosa dice il codice penale

In Italia non esiste un reato chiamato catfishing. Secondo la nostra lettura, mentire sulla propria età o ritoccare le proprie foto non basta da solo: contano lo scopo e quello che succede dopo. Diventa una questione penale quando l'identità falsa serve a ottenere qualcosa o a danneggiare qualcuno. Queste sono le norme che più spesso possono entrare in gioco:

  • Sostituzione di persona (art. 494 c.p.): punisce chi, per procurarsi un vantaggio o per recare un danno, induce qualcuno in errore sostituendo la propria all'altrui persona o attribuendosi un falso nome. La pena è la reclusione fino a un anno, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica. Per la Cassazione il vantaggio può essere anche non economico, e creare un profilo social con l'immagine di una persona reale e ignara può già bastare (Cass. pen. sez. V n. 25774/2014).
  • Truffa (art. 640 c.p.): chi con artifizi o raggiri ottiene un ingiusto profitto con danno altrui rischia da sei mesi a tre anni di reclusione. Se il fatto è commesso a distanza con strumenti informatici che ostacolano l'identificazione, la reclusione va da uno a cinque anni. Di regola serve la querela della persona offesa.
  • Atti persecutori (art. 612-bis c.p.): minacce o molestie ripetute che causano un grave e perdurante stato di ansia o di paura, il timore per la tua incolumità o per quella di una persona cara, o ti costringono a cambiare abitudini. La pena aumenta se il fatto è commesso con strumenti informatici.
  • Estorsione e immagini intime (art. 629 e art. 612-ter c.p.): chi minaccia di pubblicare foto intime se non paghi commette estorsione; chi le diffonde senza consenso commette il reato di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.
  • Adescamento di minorenni (art. 609-undecies c.p.): punisce chi carpisce la fiducia di un minore di 16 anni, anche via internet, con artifici, lusinghe o minacce, allo scopo di commettere reati sessuali.

Sono informazioni generali, non una consulenza legale. Se un caso concreto è reato lo decidono pubblico ministero e giudice. Non devi quindi sapere quale articolo si applica prima di rivolgerti alle forze dell'ordine. Per un risarcimento o per una querela complessa, chiedi a un avvocato.

Salva le prove prima che il profilo sparisca

I profili falsi possono sparire in qualsiasi momento, perché il catfish li cancella o la piattaforma li chiude. Salva tutto prima di bloccare o segnalare. Fai screenshot in cui si vedono data e ora e conservane una copia fuori dal telefono, per esempio mandandola alla tua email.

  • Il profilo: nome, nome utente, bio, tutte le foto e, se possibile, il link.
  • Le conversazioni: l'intera chat, anche quella proseguita su WhatsApp, Telegram, SMS o email, con numeri di telefono e indirizzi.
  • I contenuti ricevuti: foto, video e messaggi vocali.
  • I pagamenti: estratti conto, ricevute di bonifici e ricariche Postepay, codici di carte regalo o ID delle transazioni in criptovalute.
  • Una cronologia: quando vi siete conosciuti, quando hai pagato e quando si sono interrotti i contatti.

Cosa rende più convincenti foto e screenshot lo trovi nella guida sulle foto come prova, con una checklist per fotografare e conservare gli originali.

Importante: se delle immagini mostrano un minore in situazioni sessuali, non salvarle, non fare screenshot e non inoltrarle, nemmeno come prova. Il codice penale punisce anche chi si procura o detiene consapevolmente materiale di questo tipo (art. 600-quater c.p.). Segnala subito il caso alla Polizia Postale e, se hai meno di 18 anni, parlane con un adulto di cui ti fidi.

Blocca la persona solo dopo aver salvato tutto, e non rispondere ai messaggi che cercano di riconquistarti o di metterti sotto pressione. Molte persone vorrebbero affrontare il catfish. Secondo noi serve a poco: difficilmente avrai una risposta sincera, e chi ti ha ingannato capirebbe soltanto di essere stato scoperto.

Mani su uno smartphone e un portatile su una scrivania bianca
Prima salva, poi blocca: tieni una copia degli screenshot anche su un secondo dispositivo.Foto: Kaboompics / Pexels

Segnalare il profilo falso su Tinder, Facebook e le altre app

Anche se non andrai mai dalla polizia, segnala il profilo. La piattaforma può chiuderlo prima che inganni qualcun altro. Su Tinder, secondo la pagina Come segnalare del centro sicurezza, prima del match apri il profilo, tocchi i tre puntini e scegli Segnala. Dopo il match fai lo stesso dalla schermata dei messaggi, con i tre puntini o l'icona a forma di scudo.

Se il match è stato annullato e non lo vedi più tra i messaggi, puoi comunque segnalarlo online. Per episodi avvenuti fuori dall'app, Tinder chiede di scrivere al supporto con nome esatto, età, bio e foto del profilo, meglio ancora con degli screenshot. Bumble, Hinge, Meetic e Badoo hanno funzioni simili, di solito nel menu del profilo o della chat.

Su Facebook, come spiega il Centro assistenza, un profilo che si spaccia per te o per un'altra persona si segnala dal menu delle opzioni sotto la foto di copertina. Scegli la segnalazione del profilo e segui le istruzioni. Puoi segnalarlo anche da Messenger, e chi non ha un account Facebook trova un modulo di contatto apposito. Anche Instagram e TikTok permettono di segnalare un account che finge di essere qualcun altro: per Instagram i passaggi sono nella guida su come riconoscere e segnalare un profilo falso su Instagram.

Denuncia per catfishing: Polizia Postale, Polizia di Stato o Carabinieri

Chi cerca come denunciare un profilo falso alla Polizia Postale trova sul portale commissariatodips.it un modulo di segnalazione online. Serve a far conoscere alla Polizia fatti che sembrano illeciti. La pagina chiarisce però che il modulo non vale per denunce o querele e non sostituisce il pronto intervento: per le urgenze ci sono il 112 e il 113.

Di solito la denuncia o la querela vera e propria si presenta di persona: in Questura, in un Commissariato di Polizia, in una stazione dei Carabinieri o in una sede della Polizia Postale sul territorio. La Polizia di Stato sta sperimentando una pre-denuncia online con SPID o CIE, ma per ora solo in alcuni uffici del Lazio e solo per alcuni reati, come la truffa. Va comunque confermata di persona entro 48 ore.

Porta gli screenshot, la cronologia e le ricevute dei pagamenti. Racconta come vi siete conosciuti, quali nomi e numeri usava la persona e cosa ti chiedeva. Alla fine chiedi una copia o un'attestazione della denuncia, perché banca e piattaforma potrebbero chiedertela.

Fai attenzione ai tempi. Nei reati punibili a querela, come la truffa, il termine è di regola di tre mesi dal giorno in cui hai saputo del fatto (art. 124 c.p.). Gli atti persecutori e la diffusione illecita di immagini intime hanno invece un termine di sei mesi.

Nessuno può prometterti che il catfish venga trovato: chi si nasconde dietro un'identità falsa lo fa apposta. Secondo noi denunciare conviene comunque, perché documenta il tuo caso e può aiutare se la stessa persona colpisce altri. La Polizia Postale osserva che molte vittime aspettano a lungo prima di denunciare, anche per vergogna. Se hai meno di 18 anni, fatti accompagnare da un adulto di fiducia, come un genitore o un insegnante.

Hai mandato soldi o dati personali? Cosa fare subito

Se hai mandato soldi, muoviti subito. Se pensi di essere vittima di una truffa, la Banca d'Italia consiglia di segnalare subito l'operazione alla tua banca: agendo in fretta aumentano le possibilità di un rimborso. Ricorda però che il bonifico istantaneo, a differenza di quello ordinario, non può essere revocato una volta eseguito. Quando il pagamento l'hai autorizzato tu, recuperare i soldi è spesso difficile.

Per ricariche Postepay, carte regalo e criptovalute contatta subito Poste Italiane, l'emittente della carta o la piattaforma di scambio. Non mandare altro denaro, qualunque sia il motivo. Diffida anche di chi promette di recuperare i tuoi soldi in cambio di un anticipo. I passi per bonifici, PayPal e ricariche descritti nella guida alle truffe su Subito valgono anche qui. Per chi ha pagato una persona conosciuta online c'è anche la guida sulle truffe romantiche, con i passi dalla banca alla denuncia.

Se hai mandato al catfish una copia del documento d'identità, il codice fiscale o le credenziali di accesso, cambia subito le password e attiva l'autenticazione a due fattori. Avvisa la banca e indica i documenti inviati nella denuncia. Se in seguito comparissero conti o contratti a tuo nome, potrai fare riferimento a quel verbale.

Se la persona ti minaccia o chiede soldi per non diffondere immagini intime, smetti di rispondere e non pagare. Salva profilo e minacce senza cancellare la chat, non inoltrare a nessuno le immagini e rivolgiti alla Polizia Postale o a un altro ufficio di Polizia o dei Carabinieri. Tutti i passi sono descritti nella guida su cosa fare in caso di sextortion.

Se temi che le tue foto intime vengano diffuse, puoi anche fare una segnalazione al Garante privacy. Il Garante decide entro 48 ore e notifica il provvedimento alle piattaforme indicate. Possono rivolgersi al Garante anche i ragazzi dai 14 anni in su; per i minori la segnalazione può farla anche un genitore. Il Garante ricorda che alla sua tutela si può sempre aggiungere una denuncia alla Polizia Postale, per esempio in caso di minacce o richieste di denaro.

Se qualcuno usa le tue foto per un profilo falso

Il catfishing ha spesso due vittime: chi viene ingannato e chi si vede rubare le foto. Se un amico ti dice di aver visto il tuo volto sul profilo di uno sconosciuto, o lo scopri da solo, procedi così:

  1. Cerca: fai una ricerca inversa per immagini, come spiegato nella guida su come capire se una foto è vera, per scoprire dove compaiono le tue foto.
  2. Salva: fai uno screenshot di ogni profilo falso e copia il link.
  3. Segnala: scegli l'opzione che indica che qualcuno si sta spacciando per te, non solo quella per gli account falsi.
  4. Avvisa: informa amici e follower, per esempio con un breve post, così nessuno ci casca.
  5. Valuta la denuncia: usare nome o foto di una persona reale per ingannare qualcuno può rientrare nella sostituzione di persona (art. 494 c.p.).

Avere foto pubbliche non ti rende responsabile di quello che è successo. La colpa è di chi le ha prese e le ha usate per ingannare altre persone.

Un cuore di carta rosso strappato su uno sfondo grigio scuro
Il catfishing ferisce i sentimenti, non solo il portafoglio. E non c'è nulla di cui vergognarsi.Foto: Marta Nogueira / Pexels

Dopo il catfishing: niente vergogna e dove trovare aiuto

Il catfishing fa male, anche quando non ci sono soldi di mezzo. Hai investito tempo, sentimenti e forse segreti in una relazione che non era quello che sembrava. Rabbia, tristezza e diffidenza sono reazioni comprensibili. La vergogna, invece, è proprio ciò su cui contano i truffatori: chi tace non denuncia e non mette in guardia gli altri.

Parlane con un'amica, un amico o un familiare. Se ti pesa, Telefono Amico Italia risponde al 02 2327 2327 tutti i giorni, a qualsiasi ora, in modo anonimo e riservato. Se il catfish ti perseguita e sei una donna, puoi chiamare il 1522, il numero antiviolenza e stalking del Dipartimento per le Pari Opportunità. È gratuito anche dal cellulare e risponde a qualsiasi ora.

Se hai meno di 18 anni, puoi chiamare Telefono Azzurro al 19696, gratis e a qualsiasi ora, oppure scrivere in chat. In caso di pericolo immediato chiama il 112.

Prenditi il tuo tempo prima di tornare a frequentare qualcuno. Quando te la senti, qualche controllo fisso ti aiuta a conoscere persone nuove con più serenità.

Prima del prossimo match: i controlli che funzionano ancora

Per anni si chiedeva una foto con un foglio in mano, con il proprio nome e la data del giorno. I generatori di immagini con IA oggi scrivono testo leggibile, quindi una foto del genere non prova più niente. Dice di più una videochiamata in cui il tuo match si muove e reagisce in modo spontaneo. Anche i volti, però, si possono ormai sostituire in tempo reale con i deepfake.

Combina quindi la chiamata con altri controlli, come una ricerca inversa delle foto e un primo appuntamento in un luogo pubblico e frequentato. Nessuno di questi controlli basta da solo, ma insieme rendono molto più difficile il lavoro di un catfish.

TrustCamera aggiunge un altro tassello. Chiedi al tuo match di scattare una nuova foto con l'app TrustCamera e di mandarti subito il codice di verifica. Inseriscilo appena arriva, gratis nel browser e senza account: vedrai che il file non è cambiato dallo scatto. La verifica mostra anche data e ora della ripresa e una posizione approssimativa, con una precisione di circa 10 km e mai la posizione esatta. Per ora l'app non è ancora uscita: arriverà a breve per Android e iOS.

Il codice non mostra chi c'è nella foto, se quella persona gestisce davvero il profilo o se la scena è stata costruita ad arte. Non sostituisce la videochiamata né il tuo istinto. Ricorda anche che un codice di verifica rivela una posizione approssimativa: quella del tuo match e la tua, se ne mandi uno tu. Condividilo solo se ti senti a tuo agio. Come funziona lo scatto con il codice lo vedi nella pagina come funziona TrustCamera.

Domande frequenti su come denunciare un profilo falso

Il catfishing è reato?

Non di per sé: in Italia non esiste un reato chiamato catfishing. Lo diventa quando l'identità falsa serve a ottenere un vantaggio o a danneggiare qualcuno. Fingersi un'altra persona o usare un falso nome per ingannare può essere sostituzione di persona (art. 494 c.p.). Farsi mandare soldi con l'inganno può essere truffa, e anche minacce, stalking e ricatti con immagini intime sono reati.

Come si denuncia un profilo falso alla Polizia Postale?

Sul portale commissariatodips.it puoi inviare una segnalazione online, ma la pagina precisa che non vale come denuncia o querela. Per denunciare vai di persona in una sede della Polizia Postale, in Questura, in un Commissariato o in una stazione dei Carabinieri. Porta screenshot, link al profilo, cronologia e ricevute dei pagamenti. Nelle urgenze chiama il 112.

Posso denunciare un profilo falso se non ho perso soldi?

Dipende da cosa è successo. Se la persona ti ha minacciato, perseguitato, ricattato o ha usato le tue foto, una denuncia ha senso anche senza danni economici. Se tra adulti c'erano solo bugie su età o aspetto, senza usare nome o foto di un'altra persona, di solito non c'è un reato da denunciare. Segnalare il profilo alla piattaforma conviene in ogni caso.

Entro quanto tempo devo presentare querela?

Nei reati punibili a querela, come la truffa, il termine è di regola di tre mesi dal giorno in cui hai saputo del fatto. Per atti persecutori e diffusione illecita di immagini intime il codice penale prevede sei mesi. Non aspettare l'ultimo giorno: le prove online spariscono in fretta.

Cosa faccio se qualcuno usa le mie foto per un profilo falso?

Salva il profilo con screenshot e link, poi segnalalo alla piattaforma indicando che qualcuno si spaccia per te, non solo come account falso. Con una ricerca inversa per immagini scopri dove altro compaiono le tue foto, e avvisa amici e follower. Usare foto e nome di una persona reale per ingannare può costituire sostituzione di persona, quindi puoi anche presentare denuncia.

Posso riavere i soldi dopo un caso di catfishing?

A volte, se ti muovi in fretta. Contatta subito la banca, Poste Italiane o il servizio con cui hai pagato e chiedi se l'operazione si può ancora bloccare. Le possibilità dipendono molto dal metodo di pagamento: un bonifico istantaneo, per esempio, non si può revocare. Non pagare chi promette di recuperare i soldi in cambio di un anticipo.

Cosa faccio se il catfish mi ricatta?

Smetti di rispondere e non pagare né mandare altro. Salva chat e profilo senza cancellare nulla, non inoltrare immagini intime e rivolgiti alla Polizia Postale o a un altro ufficio di Polizia o dei Carabinieri. Se temi la diffusione delle tue foto, puoi fare una segnalazione al Garante privacy. Se hai meno di 18 anni, parlane subito con un adulto di fiducia o chiama Telefono Azzurro al 19696.

In sintesi: come denunciare un profilo falso senza perdere tempo

Un profilo falso, da solo, di solito è un problema per la piattaforma e non per la polizia. Quando ci sono di mezzo soldi, minacce, stalking o le foto di un'altra persona, presenta denuncia o querela e rispetta i termini. In ogni caso, sapere come denunciare un profilo falso parte dalle stesse quattro mosse: interrompi i contatti, salva le prove, segnala il profilo e chiedi aiuto.

Soprattutto, cadere nella trappola di un catfish non significa aver sbagliato qualcosa. Parla di quello che è successo, prenditi cura di te e concediti tempo prima del prossimo match. Una videochiamata, una ricerca per immagini e una sana dose di scetticismo ti proteggono meglio di qualsiasi foto profilo.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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