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Truffe su Tinder: i 6 trucchi più comuni e come riconoscerli

Truffe su Tinder: dal passaggio a WhatsApp al codice via SMS, dai falsi link di verifica alle criptovalute. Riconoscile prima di perdere soldi o dati.

Di Pubblicato: 18 min di letturaLeggi in inglese
Immagine di copertina: truffe su Tinder, i 6 trucchi più comuni e come riconoscerli

Le truffe su Tinder seguono quasi sempre lo stesso copione. Il match ti porta in fretta su WhatsApp o Telegram, ti chiede un codice appena arrivato via SMS o ti manda un link per una presunta «verifica». Prima o poi si parla di soldi: un consiglio sulle criptovalute, un'emergenza, una Postepay da ricaricare. Resta nella chat dell'app, non condividere codici, non aprire i link dei match e non mandare mai denaro a chi non hai incontrato: così la maggior parte di questi trucchi non funziona.

Tinder in sé non è una truffa. È un servizio reale con utenti reali, come Bumble, Hinge, Meetic o Badoo, e i truffatori lo usano come usano Instagram, Facebook o Subito. I trucchi si somigliano ovunque, quindi questa guida vale anche per le truffe sulle altre app di incontri.

Noi di TrustCamera sviluppiamo un'app fotocamera che assegna un codice di verifica a ogni foto fin dal momento dello scatto. Per questo ci occupiamo spesso di come i truffatori usano immagini e identità false. Qui sotto trovi ciò che dicono Tinder, la Polizia Postale, il Garante privacy e l'FBI sui trucchi che incontrerai più spesso.

Truffe su Tinder in breve: i segnali d'allarme

Quasi tutte le truffe su Tinder puntano a soldi, dati personali o all'accesso ai tuoi account prima che tu sappia davvero chi c'è dall'altra parte. Per questo sono segnali d'allarme il passaggio rapido fuori dall'app, le domande sui codici, i link verso siti esterni, i consigli di investimento e qualsiasi richiesta di denaro.

I consigli per la sicurezza di Tinder sono chiari: non inviare mai denaro e non condividere dati finanziari sensibili. In pratica, fai attenzione a questi segnali:

  • Fuori dall'app, subito: dopo pochi messaggi il match vuole il tuo numero o il tuo contatto Telegram.
  • Un codice via SMS: ti chiede di girargli un numero appena arrivato sul tuo telefono.
  • Un link di «verifica»: dovresti dimostrare di essere una persona affidabile su un sito esterno, spesso con la carta di credito.
  • Investimenti: il match guadagna bene con criptovalute o trading e si offre di insegnarti come.
  • Soldi in qualsiasi forma: un'emergenza, un biglietto aereo, una carta regalo o un anticipo prima del primo appuntamento.
  • Niente video, niente incontri: c'è sempre un nuovo motivo per rimandare la chiamata o l'appuntamento.

Un singolo segnale non prova una truffa: molte persone reali passano prima o poi a WhatsApp. Con soldi, codici e dati della carta è diverso. A chi li chiede non dai nulla, per quanto bella sia la storia. Se vuoi controllare un profilo prima ancora di iniziare a chattare, la guida su come riconoscere un profilo falso spiega i controlli uno per uno.

Truffa 1: via da Tinder, verso WhatsApp o Telegram

Molte truffe su Tinder iniziano così, e all'inizio sembra tutto innocente. Dopo qualche messaggio gentile il match scrive che non usa quasi mai l'app, che l'app gli dà problemi o che su WhatsApp è più comodo parlare. Poco dopo ha il tuo numero, oppure tu hai il suo nome utente su Telegram.

Tinder spiega nei suoi consigli perché è un segnale d'allarme. Meglio continuare a parlare sull'app mentre vi state conoscendo, scrive, perché spesso chi ha cattive intenzioni cerca di spostare subito la conversazione fuori da Tinder. Uno dei motivi, secondo l'app, è evitare il suo filtro anti-molestie. Inoltre, se in chat invii i tuoi contatti, Tinder può mostrarti un avviso con alcuni consigli di sicurezza.

Secondo noi il tuo numero di telefono vale molto per un truffatore. In una chat privata nessuno controlla i messaggi, tu sei raggiungibile a ogni ora e il numero è la chiave per il trucco successivo di questa lista. Tienilo per te finché non vi siete visti in videochiamata o di persona. Chi vuole davvero conoscerti non avrà problemi ad aspettare qualche giorno.

Una mano tiene uno smartphone al buio con una chat di messaggistica piena di cuori
Parole dolci in una chat privata: un match che ti porta via in fretta dall'app di incontri ti allontana anche dalle sue protezioni.Foto: RDNE Stock project / Pexels

Truffa 2: il codice via SMS da «rimandare»

Questo trucco può arrivare subito dopo che hai dato il tuo numero. Ricevi un SMS con un codice e il match ti chiede di girarglielo. La scusa cambia: te l'ha mandato per sbaglio, oppure vuole solo essere sicuro che tu sia una persona vera e non un bot.

La Polizia Postale descrive lo schema a proposito di WhatsApp, con un messaggio tipico: «Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?». Con quel codice il truffatore prende il controllo del tuo account. Così accede ai contatti salvati e può usare il tuo numero per altre truffe, scrivendo a chi conosci come se fossi tu.

Il consiglio della Polizia Postale non lascia margini: i codici che arrivano via SMS sono strettamente personali e non vanno mai condivisi. Consiglia anche di attivare la verifica in due passaggi, che protegge l'account con un codice personale aggiuntivo. Molti altri servizi, dalle app di messaggistica alle banche, inviano codici di accesso via SMS. Un codice che arriva sul tuo telefono è sempre e solo per te.

Importante: nessun servizio serio e nessun match sincero ti chiede di girargli un codice ricevuto via SMS. Chi lo fa vuole un account. Interrompi la chat e segnala il profilo.

Questa variante sembra addirittura premurosa. Prima di vedervi, il match propone di «verificarvi» entrambi per sicurezza. Ti manda un link a un sito che, a suo dire, controlla gratis che tu non sia un malintenzionato.

L'FBI americana ha descritto proprio questo schema nel 2024. I truffatori conoscono le vittime su siti e app di incontri, spostano presto la conversazione su un'app di messaggistica cifrata e poi inviano il link. Il sito chiede nome, numero di telefono, indirizzo email e numero della carta di credito. In seguito le vittime si ritrovano iscritte a un sito di incontri di scarsa qualità con costi mensili salati. Secondo l'FBI i dati possono servire anche per furti d'identità o essere rivenduti nel dark web.

La verifica vera, sulle grandi app, avviene dentro l'app. Con la Verifica foto, descritta da Tinder tra le sue funzioni di sicurezza, invii un breve video selfie, che Tinder confronta con le foto del profilo tramite il riconoscimento facciale. Chi ha le foto verificate può scegliere di ricevere messaggi solo da altre persone verificate. Un link mandato da un match non fa mai parte di questa procedura.

Anche la spunta blu ha dei limiti. Mostra che il volto del video corrisponde alle foto del profilo. Non conferma nome, età, lavoro o intenzioni. Se un match ti manda comunque un link, controlla la pagina come faresti con qualsiasi sito di cui non sai se è affidabile, e non inserire mai i dati della carta.

Truffa 4: criptovalute e trading consigliati dal match

In questa truffa il match non ti chiede mai soldi direttamente. Racconta, quasi per caso, che guadagna bene con le criptovalute o il trading online, parla dei suoi profitti e si offre di mostrarti la piattaforma o l'app che usa. I soldi che versi sembrano finire su un conto a tuo nome.

La Polizia Postale ha descritto questo schema nel 2023. Il contatto nasce sui social e sulle app di incontri, e i truffatori si presentano come broker con nomi anglosassoni o come donne d'affari straniere appassionate di finanza. Si tratta soprattutto di investimenti in criptovalute con promesse di rendimenti molto alti. La vittima viene registrata su una piattaforma fittizia che all'inizio mostra guadagni convincenti, poi il saldo scende fino ad azzerarsi quando chiede di ritirare i soldi.

La Polizia Postale consiglia di diffidare dei guadagni sproporzionati e di verificare che chi propone l'investimento sia autorizzato, sui siti della Consob e della Banca d'Italia. Avverte anche di non pagare altre somme per «sbloccare» un presunto rimborso, perché è un'ulteriore trappola. Tinder è altrettanto chiaro: non aprire account di trading e non fare investimenti su consiglio delle persone con cui hai fatto match. Secondo noi un match che parla di rendimenti è un buon motivo per chiudere la chat.

Truffa 5: emergenze, Postepay e carte regalo

Lo schema classico è l'emergenza improvvisa. Secondo Tinder, in molte truffe la persona dice di trovarsi in un altro Paese e chiede soldi per pagare bollette, affitto o una spesa medica, o addirittura per tornare a casa. La Polizia Postale descrive truffatori che si presentano spesso come imprenditori o militari e chiedono somme ingenti, per gravi motivi di salute o per il viaggio con cui verrebbero finalmente a trovarti.

Conta anche il modo in cui chiedono di pagare. Nei consigli per l'Italia, Tinder cita come esempi una Postepay da ricaricare, una carta regalo Amazon o un bonifico, e la risposta è sempre no. Secondo noi sono metodi scelti apposta: i soldi arrivano subito e, una volta partiti, è difficile recuperarli.

Nelle truffe su Tinder molte di queste richieste arrivano alla fine di un inganno che dura settimane o mesi, con grandi sentimenti e progetti per il futuro. Come funzionano le truffe romantiche (romance scam) e come riconoscerle in tempo lo spiega la guida sulle truffe romantiche. Una richiesta di anticipo, di una ricarica o di una carta regalo prima del primo appuntamento è la versione breve della stessa idea. Per noi chiude la conversazione in modo altrettanto netto, qualunque sia la motivazione.

Truffa 6: ricatti dopo foto o videochiamate intime

Alcune truffe non puntano ai risparmi ma alla tua intimità. Uno schema frequente funziona così: dopo un po' di chat, il presunto partner manda foto esplicite e ne chiede altrettante. In un'altra variante la conversazione si sposta su una videochiamata, il truffatore la spinge verso temi sessuali e la registra. Poi arriva la minaccia di mandare tutto ad amici, familiari o colleghi se non paghi.

La Polizia Postale chiama questo ricatto sextortion. Consiglia di non condividere immagini intime con persone conosciute solo online e ricorda che anche profili e videochiamate possono essere falsi. Se succede, non sei tu il colpevole: non pagare, interrompi i contatti e chiedi aiuto a una persona di fiducia o alle forze dell'ordine. Prima di bloccare, fai screenshot del profilo e della chat, così le prove restano. Se qualcuno ti sta già ricattando, la guida sextortion: cosa fare spiega come interrompere i contatti, conservare le prove e denunciare.

Se temi che le tue immagini intime vengano diffuse, puoi rivolgerti anche al Garante privacy. Con il modulo online indichi le piattaforme su cui temi la pubblicazione. Entro 48 ore dal ricevimento il Garante decide sulla segnalazione e, se ci sono i presupposti, adotta un provvedimento che notifica alle piattaforme coinvolte per contrastare la diffusione. Non è una garanzia assoluta, quindi resta prudente con le immagini che condividi.

Tinder è sicuro? Bot, profili falsi e cosa c'è di vero

Tinder è sicuro? Le truffe su Tinder esistono, ma le grandi app di incontri sono aziende vere con utenti veri, funzioni di segnalazione, verifica delle foto e filtri contro i messaggi molesti. Nessuna di queste misure rende un'app libera dalle truffe, perché il rischio viene dai singoli account, non dall'app in sé. I truffatori usano Tinder come usano Instagram, Facebook Marketplace o un semplice SMS.

Diverso è il discorso per alcuni siti sconosciuti. Secondo noi conviene andarsene se subito dopo l'iscrizione decine di «utenti» ti scrivono e per rispondere devi pagare. Lo stesso vale se un sito ti è stato consigliato da un match, come nella falsa verifica descritta dall'FBI. Prima di inserire dati o carta, controlla chi gestisce il sito e quali condizioni accetti.

Sulle app più diffuse, secondo noi, i bot si riconoscono abbastanza bene. Rispondono senza tenere conto di quello che scrivi, usano frasi generiche che vanno bene per chiunque e mandano presto un link. Tinder elenca tra le cose da segnalare anche i messaggi di spam con link a e-commerce e i tentativi di vendere servizi o prodotti.

Nelle truffe su Tinder, poi, le foto del profilo possono essere rubate o generate dall'IA: la guida su come riconoscere una foto IA ti aiuta a controllarle.

Come verificare un match ed evitare le truffe sulle app di incontri

Bastano pochi controlli per capire molto prima di un incontro. Tinder suggerisce una chiamata o una videochiamata prima di vedersi. Avverte anche di non fidarsi di chi rifiuta la videochiamata o non vuole incontrarti di persona, perché probabilmente nasconde la sua vera identità.

Una videochiamata è un buon test, ma non una prova. Esistono strumenti che sostituiscono un volto in tempo reale, e anche la Polizia di Stato segnala che i deepfake rendono le truffe sempre più sofisticate: la guida su come riconoscere un deepfake mostra a cosa fare attenzione. Combina quindi la chiamata con altri controlli. La Polizia Postale consiglia di cercare nome e immagini del profilo su un comune motore di ricerca. Una ricerca inversa delle foto mostra spesso se compaiono altrove con un altro nome.

Fai domande su dettagli che dovrebbero tornare con la sua storia, come il quartiere, il lavoro o il bar di cui ti ha parlato. Per anni si chiedeva una foto con un foglietto in mano, con il proprio nome e la data del giorno. Oggi non prova più nulla, perché i generatori di immagini con IA scrivono testo leggibile. Se qualcuno evita ogni domanda, la risposta ce l'hai già.

Una foto appena scattata con codice di verifica: cosa mostra e cosa no

A volte vuoi anche sapere se una foto è stata davvero scattata adesso e non è stata modificata dopo. È il problema su cui lavoriamo con TrustCamera. L'app scatta foto e brevi video direttamente, non si possono caricare immagini dalla galleria e ogni scatto riceve un proprio codice di verifica.

In un'app di incontri potrebbe funzionare così. Chiedi al tuo match di fare una nuova foto con l'app TrustCamera e di mandarti subito il codice di verifica. Inseriscilo appena lo ricevi su app.trustcamera.com, gratis e senza account. Vedrai che il file non è cambiato dallo scatto, insieme a data e ora della ripresa e alla posizione approssimativa. La precisione è di circa 10 km e la posizione esatta non compare mai. I passaggi sono descritti in come funziona TrustCamera.

Contano anche i limiti. Il codice non mostra chi c'è nella foto, se quella persona gestisce il profilo o se la scena è stata costruita ad arte. Si aggiunge alla videochiamata, non la sostituisce. Pensa anche alla tua privacy: perfino una posizione approssimativa dice qualcosa di te a uno sconosciuto, quindi condividi un tuo codice solo se ti senti a tuo agio. Le versioni di TrustCamera per Android e iOS non sono ancora uscite: arriveranno a breve.

Il primo appuntamento: incontrare un match in sicurezza

La maggior parte degli appuntamenti nati sulle app di incontri è del tutto normale. Alcune abitudini li rendono comunque più sicuri, e Tinder le elenca nei suoi consigli:

  • Un luogo pubblico: scegli un posto frequentato, mai casa tua, casa sua o un altro luogo privato.
  • Qualcuno lo sa: di' a una persona di fiducia con chi esci, dove e a che ora pensi di tornare.
  • Il tuo mezzo: organizza da te andata e ritorno, così puoi arrivare e andartene quando vuoi.
  • Il tuo drink: controlla da dove arriva e dove lo lasci, ed evita che sia l'altra persona a portartelo.

Puoi anche chiudere l'appuntamento in anticipo. Tinder lo dice chiaramente: se non ti senti a tuo agio, vai via. Tieni il telefono carico e non dire il tuo indirizzo o le tue abitudini quotidiane finché non conosci meglio la persona. Tinder consiglia lo stesso per il luogo in cui lavori; secondo noi vale anche per gli orari in cui casa tua resta vuota.

Due persone sedute a un tavolino di legno in un caffè all'aperto con tazze rosse in mano
Un caffè è un buon posto per il primo appuntamento: pubblico, frequentato e facile da lasciare.Foto: Katerina Holmes / Pexels

Truffa su Tinder subita: cosa fare subito

Una truffa su Tinder può colpire anche le persone più attente, e la vergogna adesso non ti aiuta. Se hai mandato soldi, girato un codice o inserito i dati della carta, agisci in fretta:

  1. Interrompi i contatti: non pagare altro, qualunque sia il nuovo motivo.
  2. Chiama la banca o Poste Italiane: spiega cosa è successo, fai bloccare la carta e chiedi se il pagamento si può ancora fermare o contestare.
  3. Salva le prove: fai screenshot di profilo, chat, numero di telefono e ricevute prima che spariscano.
  4. Segnala il profilo: usa la funzione di segnalazione dell'app, così l'account viene controllato.
  5. Metti al sicuro gli account: se hai girato un codice, recupera l'account con la procedura ufficiale, attiva la verifica in due passaggi e avvisa i tuoi contatti.
  6. Rivolgiti alle forze dell'ordine: presenta denuncia alla Polizia di Stato o ai Carabinieri.

Non aspettare troppo: per i reati perseguibili solo a querela, la querela va presentata entro 3 mesi dal giorno in cui hai notizia del fatto, a voce o per iscritto, a un ufficiale di polizia giudiziaria o al pubblico ministero. Porta gli screenshot e le ricevute che hai salvato. Come conservare immagini e screenshot in modo utile lo spiega la guida su foto come prova. Quando un profilo falso è anche un reato e come si presenta la denuncia lo spiega la guida su come denunciare un profilo falso.

Sul portale della Polizia Postale puoi anche inviare una segnalazione online. La pagina precisa però che il modulo non serve per denunce o querele e non sostituisce il pronto intervento: per le urgenze ci sono il 112 e il 113.

Diffida di chiunque, dopo la truffa, ti chieda altri soldi per «sbloccare» un rimborso o recuperare quanto hai perso. La Polizia Postale avverte che è un'ulteriore trappola, anzi una vera e propria estorsione. Molte vittime, osserva la Polizia Postale, aspettano a lungo prima di denunciare per vergogna. Non ce n'è motivo: la responsabilità è di chi inganna.

Domande frequenti sulle truffe su Tinder

Quali sono le truffe più comuni su Tinder?

Le truffe più comuni su Tinder seguono pochi copioni. Ci sono il passaggio rapido a WhatsApp o Telegram, la richiesta di un codice arrivato via SMS e i falsi link di verifica. Poi i consigli su criptovalute e trading, le emergenze che richiedono soldi e i ricatti dopo foto intime. Hanno in comune i tempi: il truffatore vuole soldi, dati o account prima che tu possa controllare chi è davvero.

Come funziona la truffa su Tinder con WhatsApp o Telegram?

Il match ti porta fuori dall'app su una chat privata, dove i controlli di Tinder non arrivano più. Lì inizia il trucco vero: la richiesta di un codice via SMS, un link di verifica, un consiglio di investimento o una richiesta di denaro. Tinder consiglia di continuare a parlare sull'app mentre vi state conoscendo. Il passaggio da solo non è una prova, ma insieme ad altri segnali è un avvertimento chiaro.

Perché un match vuole subito il mio numero di telefono?

Spesso per motivi innocenti, perché molte persone preferiscono WhatsApp. I truffatori però hanno bisogno del tuo numero per trucchi che funzionano solo fuori dall'app, come il furto dell'account con il codice via SMS, e per sfuggire ai controlli di sicurezza. Dai il tuo numero dopo una videochiamata o un primo incontro, e non girare mai un codice che arriva sul tuo telefono.

Tinder è sicuro o è pieno di profili falsi?

Tinder è un servizio reale con utenti reali, verifica delle foto, filtri contro i messaggi molesti e funzioni di segnalazione. Come su ogni grande piattaforma, però, ci sono anche truffatori e profili falsi. Fai più attenzione ai siti sconosciuti dove gli «utenti» ti scrivono appena iscritto e per rispondere devi pagare, e a qualsiasi sito consigliato da un match.

La spunta blu su Tinder significa che il profilo è vero?

Significa che la persona ha completato la Verifica foto: un breve video selfie è stato confrontato con le foto del profilo tramite il riconoscimento facciale. È un buon segnale che il volto corrisponde alle immagini. Non dice nulla su nome, età, lavoro o intenzioni, quindi videochiamata, domande e regole su soldi e codici restano valide.

Posso riavere i soldi dopo una truffa su Tinder?

Dipende soprattutto da come hai pagato e da quanto in fretta reagisci. Chiama subito la banca o Poste Italiane, fai bloccare la carta e chiedi se il pagamento si può fermare o contestare. Ricariche, carte regalo e criptovalute sono spesso difficili da recuperare. Presenta comunque denuncia e non pagare mai chi promette di recuperare i tuoi soldi dietro compenso.

Come si segnala un truffatore su Tinder?

Puoi segnalare un profilo direttamente dall'app, anche dopo aver tolto il match, e bloccarlo per evitare altri contatti. Scegli il motivo che corrisponde, come una richiesta di denaro o un profilo falso. Prima salva gli screenshot del profilo e della chat. Se hai perso soldi o dati, presenta anche denuncia alla Polizia di Stato o ai Carabinieri.

In sintesi: tre abitudini fermano quasi tutte le truffe su Tinder

Le truffe su Tinder possono sembrare romantiche, premurose o professionali, ma il nucleo non cambia. Hanno bisogno dei tuoi soldi, di un codice o dei tuoi dati prima che tu sappia con chi hai a che fare. Per questo tre abitudini ti proteggono dalla maggior parte dei trucchi: resta nella chat dell'app, non condividere codici e non aprire link dei match, non mandare soldi a chi non hai mai incontrato.

Il resto è un vantaggio in più: una videochiamata prima dell'appuntamento, una ricerca inversa delle foto, un luogo pubblico per il primo incontro. Se qualcosa va storto, chiama la banca, salva le prove, segnala il profilo e presenta denuncia. Le app di incontri restano un ottimo modo per conoscere persone, purché tu tenga a mente queste abitudini.

Sull'autore

Cofondatore e responsabile marketing di TrustCamera

Yannick è cofondatore di TrustCamera, dove guida marketing e contenuti. Ha una laurea triennale e una laurea magistrale in ambito economico-aziendale e da anni si occupa di content marketing e SEO.

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